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Di Stefano

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Raffadali, inusuale iniziativa di raccolta firme contro due delibere amministrative

Di Stefano è un noto politico raffadalese e in passato ha ricoperto il ruolo di assessore durante la precedente sindacatura Cuffaro. Nel 2012 si era schierato invece con i partiti di sinistra ma il suo gruppo non riuscì a superare la quota di sbarramento

L’avvocato Claudio Di Stefano (Area popolare) annuncia un’iniziativa di raccolta firme con la quale si chiede la revoca di due delibere dell’amministrazione comunale di Raffadali guidata dal sindaco Silvio Cuffaro. 

Di Stefano, noto politico raffadalese, in passato ha ricoperto il ruolo di assessore durante la precedente sindacatura Cuffaro. Nel 2012 si era schierato invece con i partiti di sinistra, ma il suo gruppo non riuscì a superare la quota di sbarramento. 

"A Raffadali - si legge nella nota inviata da Di Stefano - i partiti di opposizione Partito Democratico, Area Popolare, Svolta Popolare e la lista Ama la Tua Città, si schierano contro due delibere adottate di recente dall’amministrazione del sindaco Silvio Cuffaro, finalizzate alla privatizzazione di beni comunali. Con la prima è stata affidata ad una associazione privata, la Capit, la gestione e la organizzazione degli eventi culturali che si svolgeranno nella biblioteca del comune e nella sala consiliare, per un costo presuntivo di ottomila euro l’anno. Con la seconda invece è stata affidata a privati la gestione della villa comunale intestata ai giudici Saetta e Livatino. Le opposizioni sottolineano che il comune ha in dotazione un numero rilevante di dipendenti comunali e non si comprendono le ragione dell’affidamento all’esterno della gestione di una villa comunale, né dell’organizzazione delle manifestazioni culturali, quando il personale è più che sufficiente a garantire entrambi i servizi. Oltretutto, questa operazione graverà sulle tasche dei cittadini per ottomila euro all’anno. In particolare, per quanto riguarda l’affidamento a privati della villa comunale, non se ne comprende quale vantaggio possa averne la collettività di Raffadali. La villa è in ottime condizioni di manutenzione e l’affidamento ai privati, da questo punto di vista non potrà apportarne miglioramenti, anzi, il rischio è che il privato cercherà in tutti i modi di utilizzarla per i propri interessi a discapito dell’interesse pubblico. Oltretutto prevedere all’interno della Villa la possibilità di vendere bibite e alcool, anche nelle ore serali e notturne, creerà ulteriori rischi per la salute, specialmente dei nostri giovani, oltre al rischio che possano venire distribuite altre sostanze, ancor più tossiche dell’alcool, che già circolano in abbondanza tra i nostri ragazzi. Si vuole creare al Voltano un altro luogo di musica e sballo fino a notte fonda, con gravi problemi anche per la quieta e la salute dei cittadini che abitano nella zona. Problemi che già esistono in piazza Progresso e che l’amministrazione comunale non riesce a gestire. Per questo i Partiti di opposizione chiedono al sindaco di revocare le due delibere e invitano i cittadini a mobilitarsi per firmare una petizione per chiedere al primo cittadino di fare marcia indietro". 

L’iniziativa verrà presentata nella sala convegni della biblioteca comunale sabato 23 aprile, alle 18, e sarà possibile firmare sia sabato 23, che domenica 24 aprile, oltre che domenica primo maggio.

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