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Sfilata

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Primo Maggio a Raffadali, ha sfilato anche il carro dedicato alle Ong

A dar vita al comizio c'erano il segretario sezionale della CGIL, Giovanni Mangione, il segretario provinciale di Confartigianato, Alfonso Vassallo e ha poi chiuso il comizio il sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro.

Primo Maggio secondo tradizione a Raffadali che quest’anno, però, ha visto la presenza parziale dei rappresentanti dei sindacati, molti dei quali impegnati nella manifestazione per il 70° anniversario della strage di Portella della Ginestra.

Macchina organizzativa ormai rodata e consolidata che ha permesso di svolgere il programma in maniera perfetta, grazie alla distribuzioni dei ruoli per ogni singola iniziativa. La mattinata è stata dedicata ai giochi in piazza, una sfilata di auto d’epoca, un’esibizione di zumba e tanti altri giochi dal sapore antico.

Nel pomeriggio si è snodato per le vie cittadine il corteo, con la partecipazione della banda musicale e del gruppo delle mini-majorettes della scuola elementare del Garibaldi. A precedere il corteo, nell’ultimo tratto del suo percorso, si è inserita la tradizionale sfilata dei carri infiorati ispirati al mondo del lavoro.

Ogni carro dedicato a un tema particolare e non è mancato qualche accenno polemico di strettissima attualità come il carro dedicato ai migranti con i mezzi navali delle ONG etichettate con un eloquente “servizio navetta”. Anche a Raffadali il problema della quota migranti, già abbondantemente superata, è uno degli argomenti più dibattuti e la satira dei carri ha colto nel segno.

Al termine della sfilata e del corteo, vista l’assenza dei sindacati, a dar vita al comizio c’erano il segretario sezionale della CGIL, Giovanni Mangione, il segretario provinciale di Confartigianato, Alfonso Vassallo e ha poi chiuso il comizio il sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro. Sono stati toccati tutti i temi più attuali riguardanti il mondo del lavoro e a essere preso di mira è stato soprattutto il governo regionale, accusato da tutti di non aver saputo dare risposte adeguate e soluzioni concrete a tutti i problemi riguardanti il lavoro.

In serata, infine, la conclusione della festa con l’atteso concerto del cantautore milanese Eugenio Finardi. Un’esibizione durata quasi due ore che ha soddisfatto i tanti fans del cantante italo-americano, amato soprattutto da quelli che hanno superato “gli anta”, ma gradito anche da quei giovani dotati di una certa sensibilità e desiderosi di conoscere e apprezzare dal vivo uno dei pilastri del cantautorato italiano che ha fatto la storia della musica italiana e che rimane ancora sulla breccia dopo oltre quarant’anni di carriera.

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