Lunedì, 17 Maggio 2021
Raffadali

Raffadali, Santino Farruggia propone come valorizzare la casa natale del beato Francesco Spoto 

Adoperarci nella ricerca dei fondi necessari per la sua ristrutturazione e l'utilizzo come "Casa Museo" fruibile da tutti coloro i quali, pellegrini e non solo, volessero conoscere e ricordare la straordinaria storia umana di questo illustre cittadino raffadalese

Spoto e Farruggia

L’Avv. Santino Farruggia, ex vicesindaco e capogruppo consiliare del Patto per il Territorio, interviene su quale potrebbe essere il destino e l’utilizzo della casa natale del beato Francesco Spoto, morto martire nel 1964 nella Repubblica democratica del Congo.

In particolare l’ex vicesindaco Farruggia con la nota stampa odierna ha esplicitato quanto segue: 
“Non v’è alcun dubbio che il nostro concittadino Padre Francesco Spoto sacerdote e martire rappresenti un lustro per tutta la nostra comunità cittadina.

Il suo ministero sacerdotale fu dedicato a sviluppare le opere tipiche della Congregazione dei Missionari Servi dei Poveri, di cui faceva parte, e cioè l'accoglienza e l'educazione di bambini provenienti da famiglie povere e disagiate e l'assistenza nei confronti dei nullatenenti.

Le sue qualità umane gli valsero immediati riconoscimenti al punto che giovanissimo, a soli 35 anni, fu eletto superiore generale della Congregazione, per poi morire martire durante una missione di evangelizzazione nel dicembre 1964 nella Repubblica democratica del Congo. In questi giorni sono stato contattato da alcuni cittadini che da tempo con fede e dedizione si prodigano nel tentativo di valorizzare la casa natale di padre Francesco Spoto sita in via Di Stefano in pieno centro storico.

A tal’uopo ho immediatamente  provveduto a chiedere al nostro sindaco Silvio Cuffaro, che si è subito espresso favorevolmente, di esperire le procedure burocratiche  per acquisire, anche con il ricorso  al  consenso degli eredi, la casa di padre Spoto per poi adoperarci nella ricerca come comune dei fondi necessari  per la sua ristrutturazione e l’ utilizzo come “Casa Museo” fruibile da tutti coloro i quali, pellegrini e non solo, volessero conoscere e ricordare  la straordinaria storia umana di questo illustre cittadino raffadalese.

La concretizzazione di questa idea, tra l’altro, a mio avviso potrebbe innescare nel tempo un circuito virtuoso di valorizzazione del nostro centro storico attraverso gite organizzate di scolaresche e di un turismo di natura culturale e fideistica”.

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