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Raffadali Raffadali / Via Porta Agrigento

Raffadali, non anestetizziamo pure il paese

Basterebbe qualche segno di chi regge le redini per trasmettere a tutti la sensazione che non viviamo un momento di anarchia, ma che c'è sempre una guida pronta a soddisfare le nostre esigenze.

Con la campagna elettorale ormai alle porte e le migliori (?) menti della città proiettate esclusivamente verso la fatidica data del 1° giugno, il nostro paese pare sia entrato in una sorta di anestesia collettiva.

Non è solo la mia opinione, ma quella di tanti altri che mi hanno spinto a scrivere queste poche righe per cercare di svegliarci dal torpore.

Qualche impiegato comunale mi ha confidato come in certi frangenti, all’interno del Palazzo(i), regni l’assoluta anarchia. Senza voler attribuire colpe specifiche a qualcuno, non certo al Commissario, che in quel poco tempo che riesce a dedicare all’amministrazione del nostro paese (visti i suoi tanti impegni), lo ha fatto con grande profitto (vedi l’avvio dei lavori al cimitero), sarebbe però il caso di “vivere” questi giorni che ci separano dal primo giugno, e non di sopravvivere.

Basterebbe qualche segno, di chi regge le redini, per trasmettere a tutti la sensazione che non viviamo un momento di anarchia, ma che c’è sempre una guida pronta a soddisfare le nostre esigenze.

Per fare qualche esempio potrei dire del palco di piazza Progresso, sistemato lì da più di due mesi, durante i quali non si sono trovate tre ore (tante ce ne vogliono per smontarlo) per evitare rischi di infortuni, preservare la struttura per i successivi impieghi ed evitare il degrado (sotto il palco, con l’erba alta, sembra che qualcuno abbia seminato qualcosa).

Ma anche la viabilità di via Porta Agrigento merita un po’ di attenzione.

La concentrazione eccessiva di esercizi commerciali, unita (soprattutto) alla maleducazione di molti, rende quel tratto stradale un vero inferno.

L’altro giorno, pure l’ambulanza si è dovuta fermare e perdere secondi preziosi, perché qualcuno stava sorseggiando un caffè, comprando le sigarette, scegliendo le banane più mature o le triglie più rosse.

Per risolvere (forse in parte) il problema, basterebbe cambiare il senso di marcia alla via F1, quella che sbocca accanto a Le Cuspidi, in maniera tale da consentire a chi non deve fermarsi in zona, di proseguire in direzione Agrigento senza “disturbare” i doppiofilisti.

E poi senza lo sbocco della via F1 in via Porta Agrigento, si eviterebbero i pericolosi cambi di corsia davanti il già citato bar.

Due decisioni da prendere, a costo zero, non di così grande responsabilità da dover aspettare il nuovo sindaco, due piccoli segnali che ci farebbero capire che, nonostante le elezioni che incombono, c’è chi si preoccupa ancora di noi cittadini raffadalesi.  

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