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Sabato, 4 Febbraio 2023
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Duro attacco politico del consigliere Librici alla maggioranza

Il consigliere di opposizione in una lunga e dettagliata analisi chiarisce i fatti accaduti durante l'ultima riunione del consiglio comunale

Il consigliere comunale in una lunga lettera inviata alla nostra redazione interviene a proposito dell'esito dell'ultimo consiglio comunale e del documento approvato dai consiglieri di maggioranza sull'acqua pubblica, del quale è stata data ampia diffusione mediatica. Questo il testo (già titolato) prodotto dal consigliere Librici.

"MISTIFICARE SUL NULLA PRIMA DI TUTTO E POI.... SOLO FUMO

Non ho potuto fare a meno di notare che l'amministrazione comunale non solo ha fatto affiggere un manifesto, ma anche diramato notizia a mezzo stampa per portare a conoscenza della cittadinanza, l'approvazione da parte del Consiglio Comunale o meglio dei consiglieri presenti in Consiglio - nominativamente specificati in detto manifesto - la volontà di far ritornare la gestione dell'acqua nel novero delle competenze del Comune. Collettivizzandola e quindi rendendola nuovamente pubblica. 

Volontà che i cittadini hanno già manifestato in maniera plebiscitaria con il referendum in materia, tenutosi circa 3 anni fa. 

La proposta così tanto reclamizzata è stata votata giorno 4 Aprile u.s. dal Consiglio Comunale in una seduta di seconda convocazione. Ricordo a tutti i lettori che giorno 3 Aprile 2014 vi è stata la prima seduta dell'anno del Consiglio Comunale, un Consiglio straordinario convocato dalla minoranza per discutere su temi che a breve elencherò.

Per dovere d'informazione l'ultimo Consiglio Comunale si è svolto durante l'ultimo periodo natalizio e da allora e fino al 3 Aprile 2014 e solo su input della minoranza, nessun altro consiglio è stato convocato dal sindaco o dal presidente del consiglio comunale Dott. Curaba, dimostrazione concreta che l'amministrazione ha prodotto pochi atti meritevoli di essere posti al vaglio e discussione dell'organo elettivo rappresentativo dei cittadini.

Segno, questo, d'inattività manifesta.

Dopo questa necessaria premessa, l'osservazione che mi vien da fare è la seguente e per la serie "se la canta e se la suona da solo" oppure l'altra per la serie "una persona in mezzo al deserto va dicendo di essere bella, alta e di forte appeal e non c'è nessun altro che gli faccia capire che la realtà e ben diversa, magari facendogli notare che di bello, di alto e di affascinante ha ben poco".

Bisogna rammentare al presidente del consiglio e soprattutto al sindaco - firmatari del manifesto - che non bisogna mai mistificare la realtà e da operatori politici di  rilevanza istituzionale dovrebbero solo rappresentare, qualora lo volessero, i veri accadimenti avvenuti in Consiglio Comunale nelle giornate del 3 e 4 Aprile 2014 e non comunicare artatamente punti a loro svantaggio come punti a loro vantaggio e merito.

Perché il manifesto a questo vuole mirare, se no, non vedo il motivo di rendere notorio un atto pubblico depositato agli atti del Comune e da chiunque facilmente consultabile via web sul sito istituzionale del Comune di Raffadali.

Veniamo ai fatti, nella serata del 3 Aprile u.s.  si apre il 1° consiglio comunale del 2014 con la chiamata nominativa dei consiglieri, risultano presenti 16 consiglieri (8 della minoranza  e 8 della maggioranza).  

A inizio seduta i consiglieri di minoranza fanno presente al Presidente del Consiglio Dott. Stefano Curaba che avevano formalmente chiesto, in nove, dico nove consiglieri, la discussione di punti importati con un Consiglio Straordinario ad adunanza aperta per consentire a tutti i cittadini di poter partecipare.

I punti da discutere riguardavano: 
la situazione del depuratore comunale e il tributo Tarsu/Tares. Per tutta risposta il Presidente del Consiglio in barba alle più elementari regole della democrazia rappresentativa rifiuta la richiesta dei firmatari di tenere un Consiglio Straordinario ad adunanza aperta, per come chiesto dai nove firmatari, senza spiegare dettagliatamente per come è giusto fare, le cause ostative che ne impedirebbero lo svolgimento.

Io un motivo l'ho trovato: la paura del confronto con i cittadini.

 A seguito di questo rifiuto i consiglieri di minoranza in maniera compatta hanno lasciato l'aula consiliare come atto di protesta, facendo mancare il numero legale anche alla seconda chiamata tenutasi un' ora dopo. Per regolamento in questi casi e in automatico, il consiglio viene convocato il giorno successivo sempre alla stessa ora.

 In questa seconda seduta presenti 15 consiglieri (7 della minoranza ed 8 della maggioranza)  i consiglieri di minoranza hanno insistito per un Consiglio Comunale straordinario aperto ai cittadini ed ancora una volta il Presidente del Consiglio senza giustificarne specificatamente i motivi, se non con generiche affermazione del tipo "non ne ravviso l'opportunità" e credendosi il padrone del pastificio rifiuta la richiesta.

I Consiglieri Comunali di minoranza considerata l'insensibilità e la totale assenza di democrazia hanno nuovamente lasciato l'aula consiliare ed  essendo necessario - in seconda convocazione - il numero minimo di 8 Consiglieri per la prosecuzione dei lavori, il Consiglio è andato avanti. 

Ricordo a tutti che la maggioranza ad inizio legislatura era di 12 Consiglieri Comunali ora la stessa inizia a scricchiolare e sarebbe opportuno che di questo fatto il Sindaco cominci a farsene una ragione politica ed inizi a riflettere sul suo operato.

Questo è il vero fatto politico emerso nelle due serate.

Andiamo poi alla approvazione della proposta o meglio della dichiarazione d'intendi circa il ritorno dell'acqua in mano pubblica e l'effimera e generica volontà di non voler l'installazione dei contatori, come se dipendesse esclusivamente dal Sindaco e non da Girgenti Acque.

Il Sindaco per non offendere l'intelligenza dei cittadini deve smetterla di buttare fumo negli occhi e sproloquiare, visto che la campagna elettorale è finita da un pezzo e il parlarsi addosso non fa più tendenza.

Ricordo al Sindaco e al Presidente del Consiglio definibile, quest'ultimo e secondo me,  come organo oramai di parte e non terzo, che non bisogna far passare come successi politici fatti poco concreti e che non possono concretizzarsi nell'immediato dato che la competenza circa la gestione dell'acqua è in mano alla Regione e solo Essa ne deciderà le sorti, piaccia o non piaccia al Sindaco di Raffadali.

Ormai, lo sanno pure i muri che la nostra amministrazione si è seduta ed è incapace di produrre veri atti concreti che vadano nella giusta direzione cioè verso gli interessi della cittadinanza.

Un esempio: generare innanzitutto economia.
 Basta con il fumo ..................si vada all'arrosto. Sindaco la campagna elettorale è finita esattamente circa due anni fà  e sono sicuro che se dovesse ripetersi, cosa che personalmente mi auguro Ella non avrà il coraggio di ripresentarsi e chiedere consensi neanche ai suoi più stretti collaboratori o affectionados,  stando le tante simpatie politiche che si è attirato e continua ad attirarsi, in questi primi due anni di nulla amministrazione (tranne qualche input che gli viene girato, per gentile concessione, da un solo assessore politicamente capace).

A chiusura posso tranquillamente affermare che nessuno dei consiglieri di minoranza è a favore dell'acqua privata ed Io personalmente aggiungo che se vi fosse stata da parte del Presidente del Consiglio apertura e non chiusura al dialogo, sicuramente con gli interventi della minoranza la proposta consiliare circa il ritorno dell'acqua in mano pubblica avrebbe acquisito maggior spessore formale, ma non certo sostanziale, perché sulle sorti dell'acqua - giusto e corretto ripeterlo - la competenza a decidere è solo della Regione.

Con affetto e considerazione - Il Consigliere Librici

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