menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
frana contrada Signore

frana contrada Signore

Mare Amico: "Agire per salvare il depuratore di Raffadali"

Da anni chiediamo all'amministrazione di Raffadali di mettere in mora Girgenti Acque, proprietaria degli impianti fognanti, affinché ripristini i luoghi o chieda l'intervento della protezione civile regionale.

L’associazione ambientalista Mare Amico torna ad occuparsi della frana di contrada Signore a Raffadali che diversi mesi addietro suscitò molto scalpore.

“Da quasi tre anni – sostengono i responsabili di Mare Amico - assistiamo impotenti alla lenta espansione del fronte di frana in contrada Signore a Raffadali che ha già coinvolto la strada che conduce a Joppolo Giancaxio, la condotta fognante e che presto andrà a erodere il vicino depuratore.

Da anni chiediamo all'amministrazione di Raffadali di mettere in mora Girgenti Acque, proprietaria degli impianti fognanti, affinché ripristini i luoghi o chieda l'intervento della protezione civile regionale.

Se non si dovesse procedere con le opere di consolidamento dell'intera collina – conclude la nota di Mare Amico - presto il crollo coinvolgerà il depuratore e sarà un disastro ambientale definitivo”!

Ricordiamo che la frana, di cui per primi ci eravamo occupati, è stata probabilmente innescata, ma certamente alimentata dallo sversamento delle acque del depuratore, in seguito alla rottura della condotta che portava il liquido fino a valle.

Il continuo deflusso, nel corso dei mesi, ha via via eroso gran parte del terreno a valle del depuratore.

A farne le spese, per prima, era stata un’abitazione nelle vicinanze che, in un primo momento, era stata sradicata dalla sua posizione originaria ed era scivolata a valle, quasi intatta.

Dopo qualche mese la stessa casa era stata poi inghiottita dalla frana e sommersa dai detriti.

Come sempre accade in questi casi c’è stato poi un scambio di accuse reciproche tra i vari enti responsabili e nel dicembre del 2013 a Girgenti Acque, proprietaria dell’impianto di depurazione, fu intimato di eseguire i lavori di messa in sicurezza della zona.

L’amministrazione comunale di Raffadali, guidata allora dal sindaco Di Benedetto, confidò molto nell’intervento del Dipartimento Regionale della Protezione Civile che, a quanto pare, aveva promesso un rapido intervento sulla frana.

Tanto che l’allora sindaco annunciò che presto sarebbero iniziati i lavori di messa in sicurezza della zona e conseguente bonifica.

Da allora poco o nulla, purtroppo, è stato fatto e l’erosione del costone a valle del depuratore continua inesorabilmente.

L’allarme lanciato da Mare Amico è del tutto giustificato e si spera che possa finalmente portare a risultati positivi.

L’assenza di un’amministrazione attiva a Raffadali, di certo, non facilita le cose e non avvicina alla risoluzione del problema.

Tuttavia, anche l’intervento del Commissario Straordinario, senza l’inquinamento della politica, e i suoi buoni uffici alla regione, potrebbe risultare decisivo per risolvere la questione.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

La provincia sempre più digitale, rilasciate 100 mila identità Spid

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AgrigentoNotizie è in caricamento