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Di Stefano e Cuffaro

Di Stefano e Cuffaro

Contatori idrometrici, Di Stefano replica alle accuse del sindaco Cuffaro

L'ex assessore Claudio Di Stefano, chiamato in causa in prima persona dal sindaco Cuffaro ha inviato una nota stampa di replica che pubblichiamo integralmente

Questa la nota stampa:

"In merito ad un recente articolo pubblicato su Agrigento-Notizie in cui il Sindaco nell’intervenire sulla vicenda dell’acqua a Raffadali, attacca l’Avv. Claudio Di Stefano tirando in ballo vicende personali, l’Avv. Di Stefano replica a chiarimento, affermando che le vicende personali nulla hanno a che fare con lo sciopero sull’acqua a Raffadali.

Protesta che nasce dal fatto che i contatori idrici che sono stati gia’ collocati a Raffadali misurano non solo acqua, ma anche aria in maniera rilevante e hanno determinato bollette di migliaia di euro. I cittadini sono molto preoccupati e per questo scendono in piazza a protestare. E il comitato civico sull’acqua e’ nato proprio perche’ vi e’ un malcontento diffuso e non perche’ i suoi componenti si sono fatti strumentalizzare da qualcuno.

Affermare questo e’ come dire che i componenti del comitato sono poco intelligenti e si fanno plagiare dagli altri. E’ una assurdita’ e una offesa per chi fa parte del Comitato. Su quanto detto dal Sindaco va chiarito prima di tutto che in merito al contatore idrico che e’ stato installato da Girgenti Acque, il giorno dopo lo sciopero, (che coincidenza strana!!!!!!) su un immobile di mia proprieta’ dove abita mia mamma, in Via Di Stefano n.3, va detto che  non è vero , come dice il Sindaco, che ho firmato il contratto.

Mi e’ stata chiusa l’acqua proprio perche ‘ non ho voluto firmare il contratto. Prova ne e’ il fatto che ho gia’ fatto denuncia ai Carabinieri di Raffadali. Sulla procedura di esproprio di un mio terreno nel rione Barca, contrariamente a quanto sostiene il Sindaco la verita’ e’ un’altra. Infatti, e’ da anni che su questo terreno ho presentato due progetti per realizzare due fabbricati agricoli, con concessioni edilizie rilasciate nel lontano 2008, (quindi molto prima del progetto a cui fa riferimento il Sindaco) e gia’ allora ho iniziato i lavori effettuando lo sbancamento.

E’ il comune di Raffadali che a distanza di quasi otto anni, ha dato incarico ad un ingegnere per realizzare l’opera pubblica, comprendendo nel progetto l’esproprio di tutto il mio terreno, esteso circa ventimila metri quadri. Sull’ordinanza che ha sospeso i lavori ho gia’ fatto ricorso al TAR e sara’ l’Autorita’ Giudiziaria a decidere in merito. Io non ho danneggiato l’interesse pubblico, sto cercando di difendere i miei interessi che il Comune cerca di danneggiare. Forse sarebbe il caso di cercare in altre vicende avvenute a Raffadali nel passato per capire chi in effetti ha fatto prevalere i propri interessi personali danneggiando il Comune.

Per esempio bisognerebbe andare a scoprire per quale motivo non e’ stata realizzata la circonvallazione a monte del paese e se la costruzione di alcuni fabbricati abbia o meno impedito la realizzazione di questa importante opera pubblica. Ma non e’ nel mio costume tirare fuori altre vicende che nulla hanno a che fare con l’acqua. Sulla vicenda della mia piscina tirata fuori dal Sindaco, ritengo che si sia toccato il fondo.

Pensare che io sono tra gli organizzatori della protesta perche’ voglio riempire la piscina a spese dei cittadini e’ un’assurdita’ che non sta in piedi. La piscina, per informazione del sindaco, io la riempio ogni 4-5 anni a spese mie, con autobotti private. Ricordo al Signor Sindaco che di piscine a Raffadali ve ne sono quasi una a famiglia e sarei curioso di sapere come viene riempita la piscina di altre persone vicinissime al Sindaco e nella quale ha sicuramente fatto il bagno.

Sul fatto che io avrei fatto perdere in passato a Raffadali pubblici finanziamenti, posso smentire categoricamente il Sindaco perche’ mai ho posto in essere azioni tese a far perdere finanziamenti al mio paese. Lo Sciopero indetto per sabato prossimo giorno 27 gennaio non e’ organizzato solo dal sottoscritto, ma e’ stato deciso in una riunione affollata all’unanimita’ da tutto il comitato. La verita’ di tutta questa vicenda sta nel fatto che il Sindaco non vuole firmare l’ordinanza e sta facendo di tutto per deviare il discorso. Ha preso un impegno pubblico lo rispetti.

Il Comandante dei Carabinieri ha gia’ fatto la sua relazione cosi come si era impegnato e se il Sindaco non l’ha ancora ricevuta scriva al Comandante e chieda notizie, invece di cercare scuse per non emettere l’ordinanza. E la smetta di attaccare i suoi oppositori con vicende personali che nulla hanno a che fare con l’acqua. Se il tentativo e’ quello di intimidire sa bene che ottiene l’effetto contrario. Con questi argomenti non riuscira’ mai ne a fermarmi ne a intimidirmi, anzi…"   Claudio Di Stefano

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