Venerdì, 19 Luglio 2024
Raffadali Raffadali / Via Porta Palermo

Sono iniziati stamani i lavori per la riqualificazione del bevaio del Voltano 

“A brivatura du Vitano”, cosi chiamata ancora oggi, specialmente dagli “anta”, è di notevole importanza per il valore storico che assume nella memoria dei raffadalesi e di quanti si sono trovati ad attraversare il paese

A pochi mesi dalla conclusione del concorso finalizzato all’acquisizione di idee per il recupero e la valorizzazione del bevaio del Voltano, dal quale è risultato vincitore l’Ing. Paolo Galletto, in collaborazione dei progettisti arch. Alberto Cuffaro e arch. Felicetto Pirrera, il cantiere di lavoro è già operativo.

 L’amministrazione comunale guidata da Silvio Cuffaro, che in un primo momento sperava in un finanziamento pubblico, venuta a conoscenza della volontà di privati di eseguire a proprie spese l’intervento di riqualificazione, ha invitato, nel rispetto dei principi di imparzialità e trasparenza, chiunque fosse interessato, a manifestare la propria volontà di finanziare l’opera, fornendo in contraccambio la possibilità di collocare una targa ricordo da apporre sul luogo.

 A presentare un’offerta è stata solo la ditta Erana di Raffadali, la quale ha già provveduto a ultimare le formalità con il comune e il direttore dei lavori, aprendo stamani il cantiere di lavoro.

“A brivatura du Vitano”, cosi chiamata ancora oggi, specialmente dagli “anta”, è di notevole importanza per il valore storico che assume nella memoria dei raffadalesi e di quanti si sono trovati ad attraversare il paese; era uno degli elementi tipici del paesaggio dell’antico paese.

L’abbeveratoio richiama le tradizioni e gli usi di un lontano passato, riforniva i cittadini del prezioso liquido che arrivava, appunto, direttamente dalla sorgente del Voltano (allora l'acqua corrente non era disponibile nelle singole abitazioni).

La grande vasca a forma circolare (il bevaio), la più grande del paese, riforniva, negli anni ormai lontani, i piccoli greggi, le mandrie e gli animali da soma, che i contadini portavano a bere per poi riprendere il cammino. 

Essa costituiva anche un punto di ritrovo e di riferimento, essendo situata in una delle “porte del paese” all’incrocio tra la ex S.S. 118 (via Porta Palermo) e la strada per S. Elisabetta (via Dante), all’interno dell’omonimo quartiere, allora in periferia.

Il recupero e la valorizzazione sotto l’aspetto urbanistico avrà valore “storico”, considerato che si rivitalizzerà l’abbeveratoio e la fontana, dalla quale tornerà sgorgare acqua, grazie ad una pompa si sollevamento (quindi non più potabile), diventerà un punto di attrazione con speciali giochi di acqua e luce
L’intervento non riguarderà esclusivamente il bevaio, ma tutta l’area circostante che verrà riqualificata e riconvertita. I lavori, iniziati appunto oggi, dovrebbero concludersi nel giro di pochi mesi. 

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