Domenica, 16 Maggio 2021
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Raffadali, Librici: "Ecco perchè non mi candido"

Il consigliere comunale uscente Giuseppe Librici, in una lunga lettera, spiega i motivi che lo hanno portato a rinunciare alla sua ricandidatura.

Librici

Le elezioni amministrative 2015 sono alle porte e noi cittadini Raffadalesi saremo nuovamente chiamati alle urne per scegliere il nostro nuovo sindaco e il nostro nuovo consiglio comunale. 


Io comunico la decisione di esprimere la mia non candidatura per le elezioni del nuovo civico consesso.

Decisione la mia, maturata nel tempo e frutto di un'attenta analisi che mi ha portato a valutare, assieme ai miei amici, la convinta e ferma scelta di non affrontare una nuova campagna elettorale.

In questi ultimi tre anni ho avuto il piacere e l'onore di rivestire la carica di consigliere comunale, ho potuto conoscere un mondo che visto dal di fuori s'immagina ben diverso e magari  di facile esercizio. Ma non è così, ed io di questo ne ero già conscio.  

Posso dirvi questo: se si vuole esercitare bene il ruolo di rappresentante della cittadinanza, di lavoro da fare ce n'è  e di tempo dedicato a studiare le carte ne occorre. Io ho cercato in questi tre anni di dare il meglio di me, sempre nel precipuo interesse della collettività e mai per seguire o inseguire intenti personalistici e credo che di questo possono essermi testimoni i miei colleghi consiglieri a prescindere dalla casacca partitica che ciascuno di loro veste.

Mai ho approfittato del mio ruolo per perseguire interessi di parte e mai ho forzato le mie idee per piegarle a logiche di mercato. Ho fatto le mie scelte, quelle che ho ritenuto corrette e non dannose per i cittadini e ne vado fiero. Avrei potuto fare altre scelte, optare per una via ben diversa, magari mercanteggiando le mie idee per qualche "comoda"  poltrona, non l'ho fatto.

Ritengo che - secondo il mio personale pensiero - prima di tutto viene la dignità, poi il resto.   

Le motivazioni che mi hanno portato a questa ferma decisione sono molteplici ma le più importanti sono state generate più che altro dalle seguenti riflessioni:
Si può fare politica, solo per il gusto di fare buona politica? 
Si può fare politica, solo per il gusto di una buona gestione amministrativa del bene comune?

A questi interrogativi ho avuto modo di dare le mie risposte in maniera decisa. Posso con serenità affermare che la politica disinteressata e non piegata a propri interessi è cosa residuale.

Durante questa legislatura qualche consigliere, forse, ha mirato alle sue aspirazioni che alle motivate esigenze della collettività e credo che qualcuno dovrebbe fare questa autoanalisi guardandosi allo specchio prima di spendere nuovamente il suo nome in campagna elettorale.

Sono amareggiato dalla politica vecchia maniera che non riesce a guardare al di là del proprio naso.

Coloro che cercano in tutti i modi di soddisfare ipotetici interessi personali si mettano da parte e lo facciano nell’interesse dei più, senza cercare in tutti i modi di stare a galla tentando di appagare il loro misero e velleitario tornaconto.

Mi auguro che in questa tornata elettorale restino fuori dalla politica i ripensamenti continui e il voltagabbanismo esasperato delle idee. 

Certo in questi tre anni appena trascorsi mi si potrà dire quasi di tutto, positivo o negativo che si voglia, ma su un dato assodato non potrò essere giudicato, la coerenza ai miei principi. Non mi si venga a dire che una volta eletto nelle file dell’MPA ho cambiato casacca.

Questo non potrà mai essere detto, visto che è stato il mio movimento di originaria appartenenza che dalla sera alla mattina ha sposato le tesi berlusconiane rinunciando ad un percorso che inizialmente aveva condiviso con la base, con obiettivi ben diversi e non certo allearsi con chiunque solo al fine di poter sopravvivere, a tutto c'è un limite.

Non mi si venga a dire che ho abbandonato la maggioranza tricolore PD – MPA – FLI uscita vincente nelle elezioni amministrative della primavera 2012 poiché è stata la maggioranza che ha abbandonato il programma che si era condiviso in campagna elettorale e mai portato ad attuazione.

Doveva essere la maggioranza a fare in modo che tutto andasse secondo i programmi, ma non l’ha fatto, restando intrappolata nella vecchia politica fatta di parole e non di fatti, fatta di continue attese e di decisioni mai assunte.

Infine, fatta di garanzia della poltrona e basta. Il principio maestro per qualcuno era “ io la sedia l’ho sotto il sedere altro non conta e non la mollerò fino alla fine anche al costo dello sfascio totale”, politica fatta da gente che occupava la sedia con il culo e non con la testa. 

Meditate cittadini elettori, al momento del voto, fate le giuste  scelte per il bene della nostra comunità. Volete il cambiamento, allora fate le scelte che vanno fatte, magari brucerà a qualche vostro parente o "amico" ma confidando nell’intelligenza di tutti anche chi inizialmente ci resterà male dopo un paio di mesi ritornerà a salutarVi.

Scegliete chi merita, chi è capace, chi antepone la voglia di fare buona politica agli interessi personali. Aprite bene gli occhi e non turatevi il naso, scegliete bene, ne varrà il Vostro futuro di cittadini raffadalesi che hanno il diritto ad avere dei buoni, onesti e laboriosi rappresentanti in consiglio comunale. 

Cittadini, vi invito a scegliere persone capaci di rappresentarVi degnamente, mettendo da parte la regola del do ut des... (io ti do .....il voto però......), non perseveriamo negli stessi errori perché così facendo non andremo lontano, anzi non ci muoveremo di un passo, causando un danno a ciascuno di noi.

Se continuiamo a seguire questo vecchio e dannoso principio non faremo altro che sprofondare nel baratro del pressappochismo e qualunquismo degenerato, in cui la nostra società vive. 

Alziamo la testa e cerchiamo di guardare al futuro scegliendo persone competenti, che abbiamo un minimo di decenza politica, una presentabilità e che sappiamo difendere gli interessi della collettività senza cadere facile preda del posto in consiglio per pavoneggiarsi senza sostanza. 

La logica del voto espresso deve, secondo me, essere la seguente:
Sto esprimendo il mia preferenza per una persona capace? Si, bene lo voto e lo sostengo. 
Ho qualche serio dubbio che mi possa rappresentare? Si...... Non ci pensare un'istante,  non votarlo e non farlo votare nel caso in cui  qualcuno ti manifesti l'intenzione di preferirlo.  

Cambiamo verso al nostro modo di pensare, scegliamo bene e consapevolmente i nostri rappresentanti, magari succederà qualcosa di positivo. 

Buon voto a tutti e che non sia il solito voto, ma un voto ponderato e responsabile. Fatelo per Voi stessi e non per fare un piacere ad altri. Mettete al primo posto nella vostra scelta due qualità: la competenza e la dignità della persona che preferirete e sono sicuro che il passo avanti lo faremo comunemente e nell'interesse di tutti. 

E non si dica più: un ci possu diri di no, mi pari mali..... Smittemula. 
Parafrasando Dante mi piace pensare che: UOMINI SIAMO E NON PECORE MATTE.
Arrivederci popolo e non popolino. 
Con riverenza
Librici Luigi Giuseppe

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