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Raffadali, il consiglio comunale approva la fuoriuscita dall'Ato idrico

L’approvazione della delibera è stata salutata con un applauso dai (per la verità pochi) cittadini presenti in aula; forse non tutti erano a conoscenza dell’importanza della seduta.

Il consiglio comunale di Raffadali, primo fra quelli della provincia di Agrigento, ha approvato all’unanimità una delibera con la quale si esprime la volontà, da parte dell’amministrazione comunale, di tornare alla gestione pubblica del servizio idrico.

Avvalendosi della legge regionale approvata lo scorso 11 agosto, che consente ai comuni che ne facciano richiesta di uscire dalla gestione dell’Ato idrico.

Ma soprattutto dando voce alla chiara volontà popolare, espressa con il referendum popolare del giugno del 2011, l’amministrazione comunale di Raffadali ha scelto di riappropriarsi delle reti, che erano state cedute all’Ato da un commissario regionale, e riprendere così a gestire in maniera autonoma il servizio idrico.

L’approvazione della delibera è stata salutata con un applauso dai (per la verità pochi) cittadini presenti in aula; forse non tutti erano a conoscenza dell’importanza della seduta.

La stessa delibera conferisce al sindaco Cuffaro il mandato di chiedere all’Ato idrico la cessazione del montaggio dei contatori e sollecitare alla società Girgenti Acque la sospensione della bollettazione a consumo.

Nello stesso documento, approvato dal consiglio comunale, si propone inoltre di ricostituire il consorzio Voltano o, in alternativa, di costituire un sub-ambito territoriale ottimale per la gestione diretta e unitaria del servizio idrico integrato, da denominarsi successivamente e costituito dai comuni facenti parte del disciolto Ato AG9.

Ovvero tra quei comuni che, come Raffadali, sceglieranno di uscire dal vecchio Ato e passare alla gestione autonoma, ma lo dovranno fare entro i prossimi quaranta giorni, novanta dall’entrata in vigore della legge.

Il provvedimento approvato dal consiglio comunale è stato già trasmesso all’assessorato regionale competente per l’acquisizione del parere prescritto dalla stessa legge 19, per poi sottoporlo all’approvazione dell’assemblea territoriale idrica, non appena questa sarà costituita.

Mi auguro – ha dichiarato il sindaco Silvio Cuffaro – che tutto proceda secondo quanto previsto dalla legge e che non ci siano brutti scherzi.

Mi riferisco alla volontà “romana” di impugnare la legge regionale, rendendola inapplicabile.

Ma con gli altri sindaci abbiamo già deciso che qualora ciò si verificasse, siamo disposti a recarci tutti a Roma per protestare e difendere l’autonomia delle scelte della Sicilia, regione a Statuto speciale.

Raffadali – ha aggiunto il sindaco - tramite il consiglio comunale, ha espresso una chiara e unanime volontà, spero adesso che anche gli altri comuni facciano lo stesso per creare un fronte comune contro eventuali tentativi di sabotaggio della legge 19 dell’agosto scorso, tentativi che, a parte Roma, potrebbero arrivare anche da Palermo”.

Il comune di Raffadali ha già fatto la sua parte, piuttosto tempestivamente, adesso si spera che anche altri consigli comunali deliberino analogamente per creare un fronte più ampio e compatto.

Perché la sensazione, anche se è triste a dirsi, e per dirla alla Nanni Moretti, dire e fare una cosa di sinistra non è semplice e facile anche per chi appartiene alla sinistra.

Ma per fortuna sia a Palermo, sia a Roma sono di sinistra, o no?

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