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Più legalità al Villaggio della Gioventù

E' quanto chiedono in una nota i dirigenti del Patto Per Il Territorio che paventano l'istituzione autorizzata di una "zona franca", dove alcune illegalità sarebbero tollerate, contro ogni legge e ogni logica del vivere civile

In una nota inviataci in redazione, i dirigenti del Patto per il Territorio di Raffadali esprimono la loro preoccupazione per il presunto stato di illegalità che regnerebbe all'interno del Villaggio della Gioventù, e pertanto chiedono un intervento da parte delle istituzioni competenti. Questa la nota integrale inviataci:

"Al termine di un incontro tra i militanti e simpatizzanti del Movimento Patto per il Territorio di Raffadali, i componenti Salvatore Galvano, Santino Farruggia, Silvio Cuffaro e Giovanna Vinti esprimono con questa nota l’urgenza di sollecitare tutte le istituzioni, sia civili che religiose, al fine di intervenire sullo status creatosi  al Villaggio della Gioventù.

L’incontro nasce a seguito di voci di popolo molto insistenti e circostanziate, da rimostranze provenienti dai genitori di molti giovani raffadalesi e “post” ironici e ambigui scritti da ragazzi di Raffadali sul social network Facebook, che fanno trasparire una situazione di scarsa disciplina all’interno del Villaggio, specie dopo le manifestazioni collaterali all’estate Raffadalese  2013.
A detta di molti cittadini urge verificare se all’interno del Villaggio vi sia  abuso di bevande alcoliche, e  se  queste vengano vendute  e somministrate oltre l’orario previsto e ai minori, in chiara e palese violazione delle disposizioni in merito, oltre ad accertare se vi sia o meno un illecito commercio di sostanze stupefacenti.

Pertanto, i firmatari della presente nota invitano l’amministrazione comunale, la comunità ecclesiale, le associazioni, i sindacati e tutti partiti, di qualsiasi schieramento politico, a intervenire prima che una così splendida struttura mieta altre vittime che è doveroso ricordare.

I componenti del Patto tengono ad evidenziare che il villaggio della Gioventù è un luogo di aggregazione culturale e sociale e non il luogo della “movida notturna” e dello “sballo”. I nostri giovani sono la speranza per la Raffadali del “domani” ed è doveroso, oltre che giusto, insegnare loro il rispetto della legge, dei luoghi carichi di storia e di fascino come  il Villaggio della Gioventù e il sano divertimento.

“Nei prossimi giorni - scrivono – ci faremo carico di intraprendere una serie di  iniziative volte a sensibilizzare i cittadini sia sull’abuso di alcolici che sull’uso improprio del Villaggio della Gioventù, unitamente ad altre problematiche irrisolte per svogliatezza dell’attuale amministrazione comunale.

Le forze dell’ordine presenti sul territorio di Raffadali, anche se numericamente ridotte,  stanno svolgendo un ottimo lavoro, ed è compito dell’Amministrazione sostenerle circoscrivendo  il procrearsi di  luoghi  insalubri ”.

L’ex Sindaco Silvio Cuffaro scrive: “Amareggia, da ex amministratore che mi sono adoperato sia per il dissequestro del Villaggio che a reperire fondi per la messa in sicurezza, atto basilare per la riapertura ai cittadini stante i luttuosi fatti accaduti,  venire a conoscenza di un uso assolutamente improprio di una struttura che doveva essere  un “eccelso centro di sana aggregazione”, e non una discoteca a cielo aperto.

E mi delude, altresì, che alcuni politici e chierici  che prima gridavano allo scandalo per ciò che avveniva in quel di piazza Progresso, struttura di dimensioni sicuramente più controllabile rispetto al Villaggio,  ora tacciono su una situazione così grave che va immediatamente riportata dentro i confini della legalità e del buon senso.

Già lo scorso anno abbiamo posto un’interrogazione al sindaco proprio sulle misure di sicurezza e la corretta utilizzazione di tale sito, invitandolo, inoltre, a stabilire un orario di chiusura della struttura per delimitare i danni provocati dall’uso prolungato di alcolici. In risposta quest’anno ha riproposto un bando per reperire all’interno del Villaggio strutture tra cui quelle dedite alla vendita di alcool.

L’amministrazione comunale è il Capo Famiglia di una comunità, e un buon padre di famiglia si attiva al fine di  salvaguardare i propri figli, non offre a essi alcool notturno senza limitazione alcuna, e non crea bandi per la vendita di alcolici all’interno di una struttura comunale che dovrebbe essere esempio di un salubre rapporto con la natura e il vivere in armonia con essa ”.

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