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La missionaria Annalena Tonelli, testimone della fede

Missionaria laica in Africa, originaria di Forlì, assassinata nel 2003 in Somalia in uno degli ospedali da lei fondati, a presentarne la figura saranno il Vicario foraneo di Raffadali don Giseppe Livatino, don Giuseppe La Rocca e Miela Fagiolo D’Attilia, giornalista e biografa di Annalena Tonelli.

 Proseguono gli incontri mensili di studio sui “Testimoni della Fede”, promossi dalla Comunità ecclesiale di Raffadali, che hanno fatto registrare finora un grande interesse, con significative partecipazioni di pubblico.
   Il quinto incontro è in programma per sabato 9 marzo, alle 18:30, in Chiesa Madre.

In quell’occasione sarà presentata la testimonianza di Annalena Tonelli, missionaria laica in Africa, originaria di Forlì, assassinata nel 2003 in Somalia in uno degli ospedali da lei fondati.
   A presentarne la figura saranno il Vicario foraneo di Raffadali don Giseppe Livatino, don Giuseppe La Rocca e Miela Fagiolo D’Attilia, giornalista e biografa di Annalena Tonelli.

 Nata a Forlì nel 1943, dopo il liceo classico e la laurea in giurisprudenza, nel 1969 la venticinquenne Annalena Tonelli si sposta in Africa grazie alle attività del Comitato per la lotta contro la fame del mondo di Forlì, che aveva contribuito a fondare, e che ancora oggi è attivo. Inizialmente lavora come insegnante in una scuola superiore governativa a Wajir, nell'estremo nord-est del Kenya. Le precarie condizioni igienico-sanitarie locali la spingono ad approfondire le sue conoscenze mediche.

Già nel 1976 Annalena Tonelli diviene responsabile di un progetto pilota dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la cura della tubercolosi nelle popolazioni nomadi. Il sistema garantisce lo svolgimento della terapia per i circa sei mesi necessari.

Nel 1984, a seguito di lotte politico-tribali intestine, l'esercito del Kenya compie azioni repressive sulle tribù somale intorno a Wajir. Le denunce pubbliche di Annalena Tonelli aiutano a fermare le uccisioni.

Arrestata e portata davanti alla corte marziale, si sente dire che l'essere scampata a due imboscate non era garanzia di sopravvivere anche alla seguente, ed è costretta ad abbandonare il Kenya.

Annalena Tonelli si sposta allora in Somalia, prima a Merca e poi a Borama, nel Somaliland. Qui le sue attività includono un ospedale con 250 posti letto, una scuola di Educazione Speciale per bambini sordi, ciechi e disabili, un programma contro le mutilazioni genitali femminili (infibulazione), cura e prevenzione HIV/AIDS, assistenza ai fuori casta, orfani, poveri. Nel giugno 2003, Annalena Tonelli è insignita dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati del prestigioso premio Nansen per l'assistenza ai profughi.

Il 5 ottobre 2003, nell'ospedale da lei stessa fondato a Borama, in Somalia, Annalena Tonelli è uccisa a colpi d'arma da fuoco da un commando islamico somalo (chiamato Al-Itihaad al-Islamiya).
 
 

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