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la marcia

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In migliaia alla marcia Raffadali-Joppolo per ricordare le vittime di mafia

È stata soprattutto una giornata che ha visto protagonisti i ragazzi delle scuole che sono arrivati di buonora a Raffadali da tutta la provincia per poi incamminarsi, dietro i loro striscioni, lungo il tragitto non facile e abbastanza faticoso, verso Joppolo Giancaxio

Ha avuto un grande successo in termini di consensi e partecipazione, la marcia da Raffadali verso Joppolo, organizzata dal comune di Joppolo Giancaxio, in collaborazione col comune di Raffadali, per ricordare le vittime innocenti e dire no alla mafia.

È stata soprattutto una giornata che ha visto protagonisti i ragazzi delle scuole che sono arrivati di buonora a Raffadali da tutta la provincia per poi incamminarsi, dietro i loro striscioni, lungo il tragitto non facile e abbastanza faticoso, verso Joppolo Giancaxio.

Non prima del saluto e dell’intervento del sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro, che ha ricordato a tutti che la vera antimafia è quella spontanea dei ragazzi presenti nella piazza e non di chi dell’antimafia ne ha fatto una professione e un mezzo per fare carriera.

Alla manifestazione hanno aderito ben 18 enti che a vario titolo e rappresentanza hanno contribuito alla sua riuscita: AICS (Associazione Italiana Cultura Sport) Agrigento, Legambiente, Caritas Diocesana Agrigento, Agende Rosse Agrigento, Amnesty International Agrigento, Mare Vivo Agrigento, Mare Amico Agrigento, Libera, Fondazione di Fiumara d'Arte – Castel di Tusa, Pax Christi – Movimento Cristiano Internazionale, Centro Pio La Torre di Palermo, “Familia” Coop Sociale Comunità Minori presente in Aragona, “Sanitaria Delfino” Coop Sociale Comunità Minori presente in Joppolo Giancaxio, U.S. ACLI (Associazione cattolici lavoratori italiani) Agrigento, Croce Rossa Agrigento, Azienda Sanitaria Agrigento, Servizio Civile del Comune di Joppolo Giancaxio, Servizio Civile del Comune di Santa Elisabetta, Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile Città di Agrigento, Gruppo Volontari di Protezione Civile Agrigento e Raffadali.

Dopo la lunga marcia guidata dal sindaco Cuffaro, sotto un sole quasi estivo, la carovana è giunta a Joppolo dove ad accoglierla c’erano alcune scolaresche, diverse autorità e molti sindaci della provincia di Agrigento, con in testa quello di Joppolo Giancaxio, Giuseppe Portella.

Sul palco di piazza Umberto si sono poi susseguiti gli interventi dell’assessore alla cultura del comune di Joppolo, Enzo Carrubba, l’ideatore principe della manifestazione, e poi quello del sindaco di Joppolo, Giuseppe Portella, del sindaco di Licata, Angelo Cambiano, vittima di minacce e violenze, e quello di sua Eminenza il cardinale don Franco Montenegro.

Il quale, come sempre, è riuscito ad essere particolarmente profondo e penetrante nelle sue osservazioni.

Ha detto tra l’altro: “Mi fanno meno paura le urla di chi minaccia, anziché il silenzio degli onesti… per quanto riguarda il problema mafioso è l’indifferenza il pericolo più grande per tutti noi e contro questo dobbiamo lottare tutti assieme e la manifestazione di oggi ne è uno splendido esempio”.

La carovana si è poi trasferita nell’anfiteatro di Joppolo dove a prendere la parola, tra gli altri, sono stati il prefetto di Agrigento Nicola Diomede e l’onorevole Nello Musumeci, presidente della commissione antimafia dell’assemblea regionale siciliana.

A chiudere in allegria la mattinata, ma mettendo ancora una volta in mostra le sue straordinarie capacità di intrattenitore e predicatore è stato il vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò.

Alternando frasi di grande efficacia e profondità ad altrettanti pezzi cantati, accompagnandoli con la chitarra, ha saputo catturare l’attenzione di tutti i presenti, meritandosi continui scroscianti applausi e una emozionante standing ovation.

Dopo la pausa pranzo la manifestazione è ripresa nel pomeriggio con la gara podistica Corritalia, un saggio di karate e la presentazione e l’inaugurazione di una estemporanea di pittura da parte di Antonio Presti, presidente della Fondazione Fiumara d’arte.

Particolarmente apprezzata dai più giovani, infine, la parte conclusiva della giornata, organizzata dall’AICS del presidente Giuseppe Petix, con il mini concerto musicale, un flash mob e il color party finale, una novità che ha particolarmente divertito i ragazzi.

Il rompetelerighe conclusivo ha fatto calare un velo di tristezza su tutti i partecipanti che sono però tornati a casa, e lo si leggeva negli occhi e nel viso di tutti i ragazzi, molto più ricchi interiormente e più consapevoli del loro ruolo che hanno adesso ma che avranno in futuro nella società per continuare a combattere il fenomeno mafioso.

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