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Dott. Butticè

Dott. Butticè

Il dott. Salvatore Butticè (di Raffadali) nel gotha dell’Urologia europea

Esperto nella RIRS, una metodica endoscopica per il trattamento della calcolosi che sta sempre più prendendo piede andando a sostituire la chirurgia percutanea, fatta eccezione per casi estremamente complessi

Diversi specialisti provenienti da tutto il mondo, tra cui il dott. Salvatore Butticè di Raffadali, urologo presso il policlinico universitario ”G. Martino” di Messina, diretto dal prof. Carlo Magno, hanno preso parte al congresso europeo di urologia, organizzato dall’European Association of Urology, a Monaco di Baviera.

Un incontro all’insegna dell’aggiornamento su tutte le tematiche urologiche, ma volto anche all’insegnamento e alla formazione.

In questo contesto, il dott. Butticè, dopo la sua formazione a Parigi, sotto gli insegnamenti del prof. Olivier Traxer, luminare dell’endourologia mondiale, è stato chiamato nella prestigiosa veste di tutor nelle sessioni tecnico-pratiche chiamate Hands-on, riguardanti la calcolosi urinaria e in particolare la RIRS.

"Una metodica endoscopica – spiega Butticè – per il trattamento della calcolosi che sta sempre più prendendo piede andando a sostituire la chirurgia percutanea, fatta eccezione per casi estremamente complessi.

Tale metodica mini-invasiva, permette un recupero post-operatorio più veloce, con minori complicanze post-operatorie e tempi di degenza notevolmente ridotti".

Sempre nell’ambito dello stesso congresso, il lavoro presentato dal “Petra Group”, il gruppo di ricerca di cui il dott. Butticè è uno dei padri fondatori, insieme al prof. Traxer, ha vinto il premio come miglior poster con l’articolo dal titolo: “Comparison of insertion forces during ureterol acces sheat placement in an experimental model with different commerciallyavailableacces sheats”, premiato nella sessione “Benign problems in the upper urinary tract: no cancer but not easy”.

Questo testimonia come anche nella bistrattata Sicilia, con poche risorse economiche e strutturali, si possa fare ricerca di qualità e si possa offrire ai nostri conterranei cure all’avanguardia, evitando i deplorevoli viaggi della speranza. 

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