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Giuseppe Curaba

Giuseppe Curaba

Raffadali, Giuseppe Curaba non ce l'ha fatta: è spirato oggi pomeriggio a Palermo

Purtroppo le condizioni cliniche, dopo la terribile caduta, erano apparse in tutta la loro gravità e si è subito capito che soltanto un miracolo avrebbe potuto salvarlo

È durato venti giorni esatti il calvario di Giuseppe Curaba che, oggi pomeriggio, è spirato all’ospedale Villa Sofia di Palermo dove era stato trasportato nella notte di sabato 5 novembre dall’ospedale di Agrigento.

Il giovane era precipitato dal balcone di casa sua, da un’altezza di circa dieci metri. L’incidente è avvenuto in via A 12, nel quartiere Voltano e la dinamica non è stata ancora completamente accertata. Di sicuro, il giovane, assieme al fratello, stava usando il montacarichi per salire al terzo piano il combustibile per la caldaia.

È stata probabilmente l’asta che reggeva appunto il montacarichi a cedere e trascinare nel vuoto il giovane. Curaba è stato prima trasportato all’ospedale di Agrigento e poi al Villa Sofia di Palermo in ambulanza, in quanto quella notte c'era un allarme meteo nella Sicilia settentrionale e l’elisoccorso non è potuto intervenire. In questi lunghi venti giorni i familiari sono stati costantemente al suo capezzale e tutta la comunità raffadalese si è stretta attorno alla famiglia organizzando diverse veglie di preghiera per Giuseppe.

Purtroppo le condizioni cliniche, dopo la terribile caduta, erano apparse in tutta la loro gravità e si è subito capito che soltanto un miracolo avrebbe potuto salvare la vita a Giuseppe. Il quale, in questi venti giorni è rimasto sempre in coma, senza mai riprendere conoscenza e senza dare mai segnali o speranze di un possibile ripresa. La notizia sta circolando in queste ore e su Raffadali è sceso un velo di tristezza. La famiglia Curaba è molto conosciuta a Raffadali: il padre è stato per tanti anni il comandante dei vigili urbani, mentre il fratello Stefano, nella precedente legislatura, ha ricoperto il ruolo prestigioso di presidente del consiglio comunale.

La salma si trova ancora all’ospedale Villa Sofia di Palermo e, nella giornata di domani, dopo che il corpo sarà restituito ai familiari, sarà reso noto l’orario e il giorno del funerale. Tra i primi ad apprendere la notizia il sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro che il giorno dell’incidente aveva annullato un suo impegno con L’Anci.

“A nome di tutti i miei concittadini - ha detto il sindaco Silvio Cuffaro - voglio esprimere le mie condoglianze alla famiglia, per tutti noi è una giornata triste che ci colpisce profondamente. Fino all’ultimo abbiamo sperato tutti in un miracolo che purtroppo non si è avverato". 

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