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"Fabbriche di società inesistenti per truffare l’Inps": braccianti agricoli rinviati a giudizio

La finalità sarebbe stata quella di far risultare le assunzioni degli individui per incassare, una volta terminati i finti rapporti di lavoro, le indennità di disoccupazione, i contributi pensionistici e persino le indennità di malattia

Fabbriche di società inesistenti create a tavolino per truffare l’Inps: la presunta organizzazione, sostiene l’accusa, creava delle aziende che operavano nel settore agricolo solo sulla carta.

La finalità sarebbe stata quella di far risultare le assunzioni dei braccianti per incassare, una volta terminati i finti rapporti di lavoro, le indennità di disoccupazione, i contributi pensionistici e persino le indennità di malattia.

Per 63 imputati, nella tarda mattinata di ieri, è stato disposto il rinvio a giudizio. La decisione è del gup Alfonso Malato che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica. Ecco l’elenco degli imputati: Angelo Amato, 34 anni, di Licata; Vincenzo Amato, 30 anni, di Licata; Giuseppa Elisa Cuttitta, 40 anni, di Licata; Ignazio Amato, 71 anni, di Licata; Angela Carità, 63 anni, di Licata; Ottavio Giuseppe Amato, 61 anni, di Licata; Vincenza Cinzia Sorriso, 44 anni, di Licata; Patrizia Accursio, 40 anni, di Licata; Calogero Amato, 63 anni, di Palma; Domenico Savio Ballacchino, 39 anni, di Licata; Giovanna Pietrina Paola Ballacchino, 48 anni, di Licata; Angelo Barbera, 42 anni, di Licata; Gaspare Buscemi, 48 anni, di Licata; Angelo Cacciato, 37 anni, di Canicattì; Marco Calà, 37 anni, di Licata; Angelo Cammilleri, 52 anni, di Licata; Francesco Candiano, 65 anni, di Licata; Veronica Candiano, 27 anni, di Licata; Angelo Catania, 33 anni, di Licata; Paolo Catania, 54 anni, di Palma; Giovanni Centorbi, 46 anni, di Licata; Angelo Consagra, 45 anni, di Licata; Rosaria Cusumano, 61 anni, di Licata; Salvatore Cusumano, 47 anni, di Licata; Pasqualina Di Vincenzo, 51 anni, di Palma; Tommaso Famà, 52 anni, di Licata; Pietro Fuciglia, 47 anni, di Licata; Antonino Galanti, 51 anni, di Licata; Angelo Grillo, 45 anni, di Licata; Santina Guerriero, 37 anni, di Canicattì; Vincenzo Iacona, 42 anni, di Licata; Francesco Damiano Incorvaia, 30 anni, di Licata; Tommaso La Cognata, 60 anni, di Licata; Benedetto Licata, 59 anni, di Licata; Rosamaria Licata, 30 anni, di Licata; Raimondo Giuseppe Lo Giudice, 52 anni, di Palma di Montechiaro; Carlo Lo Vasco, 41 anni, di Licata; Pietro Lo Vasco, 47 anni, di Licata; Caterina Mammoliti, 41 anni, di Licata; Pina Marotta, 40 anni, di Licata; Cinzia Emilia Martello, 41 anni, di Licata; Calogero Massaro, 42 anni, di Licata; Amedeo Mazza, 58 anni, di Palma; Antonino Monachello, 44 anni, di Licata; Calogero Mulè, 25 anni, di Canicattì; Gabriele Portelli, 44 anni, di Licata; Vincenza Portelli, 39 anni, di Licata; Giuseppina Posata, 44 anni, di Licata; Marilena Re, 46 anni, di Licata; Angelo Ripellino, 39 anni, di Licata; Calogero Ruggeri, 47 anni, di Palma; Massimo Emiliano Russello, 42 anni, di Licata; Giuseppa Salviccio, 66 anni, di Licata; Marcella Salviccio, 40 anni, di Licata; Giuseppe Semprevivo, 34 anni, di Licata; Filippo Stincone, 33 anni, di Palma; Luigi Tosolini, 34 anni, di Licata; Onofrio Triglia, 39 anni, di Licata; Cornelia Tudor, 46 anni, di Licata; Rosaria Angela Valoroso, 41 anni, di Licata; Carmela Vedda, 53 anni, di Licata; Gaetano Vedda, 56 anni, di Licata; Gaspare Vitali, 62 anni, di Licata.

L’indagine è stata condotta dalla Guardia di Finanza che ha passato al setaccio l’attività, in realtà ritenuta inesistente, di alcune società. I reati contestati sono l’associazione a delinquere, il falso e la truffa. I fatti risalgono al periodo compreso fra il 2010 e il 2013. Sono in particolare due – la “Angelina” e la “Verona” – le società fantasma che sarebbero state messe in piedi. I presunti componenti dell’organizzazione (il vincolo associativo, comunque, non è contestato a tutti) avrebbero poi pure creato delle aziende agricole individuali per la fittizia assunzione dei braccianti agricoli. Il dibattimento inizierà l'8 maggio davanti ai giudici della prima sezione penale.

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