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Si è riunito il Comitato per la difesa del punto nascita

Si è riunito il Comitato per la difesa del punto nascita

Si è riunito il Comitato per la difesa del punto nascita

I presenti hanno approvato un documento nel quale sono riportare le azioni di lotta da...

Sotto la presidenza del vice sindaco e assessore alla Sanità, Giuseppe Arnone, che ha sostituito il sindaco Graci, assente per motivi istituzionali, questa mattina, presso la sala consiliare del Palazzo di Città di Licata, si è tenuta la programmata riunione del Comitato per la difesa del punto nascita. All’incontro, oltre al vice sindaco, hanno partecipato anche l’assessore alle Pari opportunità Patrizia Urso, don Angelo Fraccica, arciprete, in rappresentanza della Forania di Licata, Maria Grazia Cimino e Anna Catania, in rappresentanza del Tdm – Cittadinanza Attiva, Cettina Greco, presidenza del Cusca, Caterina Malfitano del Centro italiano femminile, Cettina Calea della Fidapa, Salvatore Nicolosi del Nursind, Alessandro Marino responsabile zonale Cisl – F.P., Roberto Alaimo neo coordinatore cittadino del movimento Sicilia Vera, e Franco Morello dell’Azione cattolica cittadina.

Dopo ampio dibattito, i presenti hanno approvato un documento nel quale sono riportare le azioni di lotta da intraprendere a difesa del punto nascita dell’ospedale di Licata. In particolare è stato deciso: l’occupazione dell’ospedale San Giacomo d’Altopasso ad oltranza, in attesa che venga ritirato il decreto dell’Assessore regionale alla sanità con il quale si disporre, tra le altre anche il punto nascita del nosocomio licatese; procedere ad una raccolta di firme in diversi punti del centro abitato, all’ingresso delle chiese, dell’ospedale, del Palazzo di Città, degli uffici di piazza Carmine, delle scuole, dei centri commerciali ed in altri eventuali punti che verranno resi noti alla cittadinanza; chiedere un urgente incontro al ministro della sanità; coinvolgere i sindaci e le comunità dei centri viciniori.

Il Comitato riserva, inoltre, di intraprendere ulteriori iniziative, come ad esempio lo sciopero della fame, in caso di mancato riscontro alle legittime richieste dell’intera società civile di Licata e dintorni. Infine, il Comitato invita tutta la società civile, le forze politiche e sociali ad unirsi alla protesta e a condividere le iniziative poste in essere.

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