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“Progetto incunaboli”, esperti da tutta Italia per studiare i volumi conservati al Fondo antico

L’attività, che si protrarrà fino ai primi mesi del 2024, è supportata dalla Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento e consiste nella descrizione degli esemplari di edizioni a stampa comprese tra gli anni 1450 e 1500

Un team di esperti per studiare preziosi libri che risalgono a parecchi secoli fa. Dopo una prima fase preliminare, ha preso inizio l’attività di catalogazione scientifico-analitica dei preziosi incunaboli conservati a Licata presso il Fondo Antico della Biblioteca comunale “Luigi Vitali”.

L’attività, che si protrarrà fino ai primi mesi del 2024, è supportata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento e consiste nella descrizione degli esemplari di edizioni a stampa comprese tra il 1450 circa e l’anno 1500 conservate a Licata.

Gli studiosi, coordinati dal docente di Paleografia latina all’Università di Cassino, Marco Palma, è costituito da Alberto Bellavia (Biblioteca Malatestiana di Cesena), Domenico Ciccarello (Università di Palermo), Vito Fortezza (Soprintendenza Beni Culturali di Agrigento), Cristina Iacono (Ente Parco Archeologico di Agrigento), Giovanna Iacono, esperta catalogatrice (Roma), Simona Inserra (Università di Catania) e dal licatese Angelo Mazzerbo (Fondo Librario Antico di Licata).

L’attività che si sta svolgendo a Licata, unitamente alla catalogazione degli esemplari conservati ad Agrigento, Canicattì, Naro e Sciacca, avrà come esito finale la pubblicazione di un catalogo a stampa all’interno della collana “Incunaboli” dell’editore Viella di Roma, diretta dal prof. Marco Palma.

Al volume che sarà edito da Viella seguirà la partecipazione al repertorio MEI (Material Evidence in Incunabula), la prestigiosa banca dati internazionale di edizioni ed esemplari a stampa del Q, sviluppata dal CERL (Consortium of European Research Libraries) dell’Università di Oxford, a cui saranno conferite le informazioni sugli esemplari.

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