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L'inchiesta sulle estorsioni ai dipendenti è stata condotta sul campo dalla Guardia di Finanza

L'inchiesta sulle estorsioni ai dipendenti è stata condotta sul campo dalla Guardia di Finanza

"Pizzo sulle busta paga dei dipendenti", il pm chiede dieci rinvii a giudizio

L'inchiesta sulle presunte estorsioni ai lavoratori di due coop che gestiscono strutture di accoglienza per disabili approda in aula per l'udienza preliminare

Il principale imputato sollecita il dissequestro delle quote di una società, requisite il giorno dell’operazione della Guardia di Finanza. La Procura, nel frattempo, chiede il rinvio a giudizio e l’inchiesta approda in aula per l’udienza preliminare. Arriva al bivio decisivo l’inchiesta giudiziaria sulle presunte estorsioni ai danni dei dipendenti delle cooperative di Licata, “Libero Gabbiano” e “Arcobaleno”.

Gli imputati - tutti licatesi - sono dieci: fra loro anche tre dipendenti delle cooperative di Licata, “Libero Gabbiano” e “Arcobaleno”, estranei alle accuse di estorsione, e il fidanzato di una di loro ai quali viene contestato di avere mentito quando furono ascoltati dagli inquirenti favorendo i loro stessi presunti estorsori.  

Il principale imputato è l’avvocato Rosario Magliarisi, 47 anni, ritenuto il “dominus” di fatto delle società; nella lista anche Linda Modica, 49 anni, responsabile delle due comunità d’accoglienza per minori e malati psichici; Angelo Magliarisi, 46 anni, fratello di Rosario, amministratore delle Onlus dall’aprile del 2009 all’ottobre del 2014; Carmela Di Blasi, 67 anni, madre dei Magliarisi, amministratrice delle coop nel periodo antecedente al figlio, Florinda Zagra, 38 anni, impiegata delle coop addetta alla gestione contabile dei rapporti con i dipendenti; Maria Sciortino, 57 anni, dipendente della cooperativa “Arcobaleno”, Maria Galletto, 40 anni, altra impiegata della società; Angela La Rocca, 38 anni, dipendente della coop “Libero Gabbiano”, Giuseppe Incardona, 50 anni, fidanzato di Angela La Rocca; e Luciano Ballacchino, 39 anni, amministratore unico della cooperativa “Arcobaleno” dall’ottobre del 2014 al maggio dell’anno successivo.

Le principali accuse ipotizzate sono l'associazione a delinquere, l'estorsione, l'appropriazione indebita, il favoreggiamento e le false informazioni al pubblico ministero. 

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