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Omicidio Carità, il killer ha sparato con una 7,65 alla testa e alle spalle

I militari dell’Arma hanno iniziato a scavare nella vita del sessantunenne per cercare di tracciare una pista investigativa che consenta d’arrivare a delineare il movente del delitto e l’autore

E’ con un’arma di piccolo calibro – pare una 7,65 – che ieri mattina è stato ucciso, in una strada interpoderale che è perpendicolare alla più nota via Palma di Licata, Angelo Carità, imprenditore agricolo di 61 anni. Il killer lo ha sorpreso e freddato mentre l’uomo era all’interno dell’abitacolo della sua vecchia Fiat Uno verde. Pare che vi fosse appena salito. Non ci sono ancora conferme scientifiche, ma pare che la vittima sia stata centrata con 3, forse 4, colpi di pistola esplosi, a distanza ravvicinata, alla testa e alle spalle. 

Tre colpi di pistola per uccidere un sessantenne

Nelle prossime ore, il Pm Simona Faga conferirà l’incarico ad un medico legale per effettuare l’autopsia. Esame medico-legale che avrà il compito di chiarire, con certezza categorica, che tipo di arma sia stata usata e quanti effettivamente sono stati i colpi che hanno centrato ed ucciso l’imprenditore agricolo.

IL VIDEO. Il cadavere scoperto dalla moglie 

I carabinieri della compagnia di Licata e quelli del reparto Operativo di Agrigento, ieri, fino a sera, stavano ascoltando familiari, amici e conoscenti della vittima di quello che ha tutte le caratteristiche dell’agguato. Le audizioni sono, naturalmente, servite per cercare di delineare gli ultimi periodi di vita del sessantunenne. E’ scontato infatti che i militari dell’Arma abbiano iniziato a scavare nella vita della vittima per cercare di tracciare una pista investigativa che consenta d’arrivare a delineare il movente del delitto e, laddove possibile, anche l’autore.

Servirà del tempo, naturalmente, per acquisire elementi investigativi capaci di immettere l’inchiesta sulla giusta strada. Nella zona di via Palma che immette nella stradina interpoderale dove è avvenuto il delitto, a quanto pare, non vi sarebbero telecamere di video sorveglianza. Né pubbliche, né private. I carabinieri hanno già monitorato e passato in rassegna ogni angolo per appurare l’eventuale presenza di telecamere. Sono stati – come procedura investigativa impone – effettuati anche dei rilievi sul selciato. L’obiettivo era uno soltanto: stabilire se il killer – ma non è escluso che potessero essere anche due persone – sia arrivato a pochi passi dalla Fiat Uno verde con un’autovettura, con una motocicletta o addirittura a piedi. Ieri, appariva scontato che l’assassino conoscesse le abitudini della vittima e che lo abbia atteso e sorpreso nell’esatto momento in cui – secondo le prime ipotesi, l’imprenditore agricolo era appena salito in macchina - il sessantunenne non poteva nemmeno tentare di scappare. 

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