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Condannato per discarica abusiva e violazione di sigilli, sconterà 3 anni in carcere

Il tribunale di Sorveglianza rigetta la richiesta di affidamento in prova per Antonino Viglianesi, 57 anni

Niente misure alternative alla detenzione in carcere: il tribunale di Sorveglianza di Palermo ha rigettato la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali presentata dall’avvocato Angela Porcello nell’interesse di Antonino Viglianesi, 57 anni originario di Catania, da tanti anni operativo a Licata, con alle spalle numerosi precedenti penali. Viglianesi, in particolare, nel febbraio 2018, è stato condannato a 3 anni di reclusione e 51 mila euro di multa per violazione della normativa ambientale e violazione di sigilli in quanto – tra il novembre ed il dicembre 2010 – avrebbe sottratto alcune batterie dalla discarica di rifiuti speciali abusiva che lui stesso aveva creato e che, poco prima, era stata posta sotto sequestro. Viglianesi, in passato, è stato denunciato, in alcuni casi anche condannato, per diversi reati: armi, rapina, furto e sequestro di persona.

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Dopo l’ultima condanna, essendo la pena entro il tetto dei quattro anni, aveva chiesto l’affidamento in prova ai servizi socuali in vista di una imminente assunzione alle dipendenze della ditta Eco.Ris di Canicattì. L’Ufficio esecuzione penale di Agrigento, dopo aver sottolineato che Viglianesi non è neppure comparso all’ultimo colloquio con l’assistente sociale, ha informato il Tribunale. “I numerosi precedenti, la sua indole e la sostanziale irreperibilità – scrivono i giudici – inducono a rigettare l’istanza di affidamento in prova”. La misura alternativa al carcere, che prevede restrizioni come l’obbligo di dimora e di restare in casa la sera e l’obbligo di partecipare ad attività di reinserimento sociale, non è stata concessa e da ieri si trova al carcere di Agrigento. 

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