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Celebrato il 4 novembre, Galanti: "Chiamati a combattere col rispetto delle regole"

Il sindaco: "Nel ricordare i nostri caduti, siamo chiamati nuovamente a capire il significato profondo dell’essere italiani in un momento in cui il nemico da abbattere è un virus"

"Nonostante il periodo particolarmente grave per l'intera popolazione mondiale, e sempre più delicato anche per la nostra comunità locale, ho ritenuto ugualmente doveroso celebrare il 4 novembre, seppure in perfetta solitudine e senza l'abituale presenza di rappresentanti della forze armate, delle forze dell'ordine, delle autorità civili e religiose, nonché delle associazioni combattentistiche, del mondo della scuola, e dell'intera comunità  celebrare la ricorrenza del 4 novembre. Oggi ricordiamo la vittoria conseguita dalle truppe italiane nel 1918 che segnò la fine della prima guerra mondiale, ma è anche la festa delle nostre forze armate che, mentre allora, contribuirono in modo determinante al processo di unificazione nazionale, oggi, e da mesi oramai, sono ugualmente impegnate con l'approntamento di ospedali da campo, trasporto salme, in questa dura lotta al Coronavirus che ha letteralmente stravolto il nostro modo di vivere e operare quotidiano". Lo ha detto il sindaco di Licata, Pino Galanti, dopo aver deposto una corona d'alloro ai piedi del monumento ai caduti in piazza Progresso. Ad accompagnarlo, un picchetto della polizia municipale.

"Nel ricordare rispettosamente i nostri caduti, siamo chiamati nuovamente a capire il significato profondo dell’essere italiani in un momento in cui - ha aggiunto Galanti - il nemico da abbattere è un virus che sta portando morte e dolore in tante famiglie, un nemico che va combattuto non con le armi che portano distruzione e  morte, ma con un responsabile modo di agire quotidiano, nel pieno rispetto delle regole che ci vengono imposte, dei sacrifici a cui siamo chiamati, ma utili ai fini della salvaguardia della nostra salute e di quanti ci circondano". 
        

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