Giovedì, 5 Agosto 2021
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"Sparò addosso ai tecnici che stavano collocando le microspie", slitta la requisitoria

Il ventiduenne Paolo Greco non è stato trasportato dal carcere al tribunale e l'udienza non si è celebrata

Paolo Greco

Il ventiduenne Paolo Greco non è stato tradotto dal carcere al palazzo di giustizia ed è slittata la requisitoria del pubblico ministero Sara Varazi e l'arringa difensiva dell'avvocato Francesco Lumia. Le loro conclusioni sono state programmate per il 2 febbraio.

Il giovane è accusato di avere sparato all'indirizzo di tre tecnici che, in piena notte, scortati dalla squadra mobile, stavano collocando delle microspie davanti alla sua abitazione nell'ambito di un'altra indagine, per usura ed estorsione con metodo mafioso per cui è finito pure a processo insieme al padre. La sparatoria è avvenuta l'8 marzo dell'anno scorso.

Greco, in ogni caso, ha sempre negato di essere lui l'uomo che ha sparato. Una poliziotta della scientifica, citata dal pm, in precedenza, ha detto che "nel passamontagna e nel giubbotto, ritrovati nei pressi del luogo dell'agguato, ci sono tracce del dna". 

Il biologo molecolare Salvatore Baiamone, consulente della difesa dell'imputato, ha replicato così: "Non ci sono elementi certi per dimostrare che il dna sugli indomenti ritrovati nei pressi del luogo della sparatoria appartengano all'imputato. Questo perchè non è stato usato un protocollo scientifico ma solo statistico". 

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