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Brogli per il porticciolo turistico, in 5 chiedono il giudizio abbreviato

L'udienza preliminare entra nel vivo, un gruppo di imputati si appresta a pagare l'oblazione che estinguerà il reato

Cinque imputati hanno chiesto il giudizio abbreviato, un folto gruppo si appresta a pagare l’oblazione estinguendo il reato mentre tutti gli altri procederanno con il rito ordinario: sarà, quindi, il gup Giuseppe Miceli a decidere se disporre il rinvio a giudizio. L’udienza preliminare scaturita dalle due inchieste sulle presunte irregolarità nella costruzione del porticciolo turistico di Licata entra nel vivo e il 9 maggio, qualora i difensori non dovessero aderire allo sciopero, si dovrebbe concludere.

Due i livelli di responsabilità ipotizzati dal pubblico ministero Alessandra Russo. Da una parte il mancato pagamento degli oneri concessori sottratti alle casse del Comune per un importo di circa 7 milioni e, dall'altra, gli abusi edilizi con varianti approvate in maniera illegittima e spazi edificati senza la relativa concessione.

L'udienza preliminare entra nel vivo

Uno dei principali imputati, per i reati di abuso di ufficio, abuso edilizio e occupazione abusiva di area demaniale, è Luigi Francesco Geraci, 75 anni, imprenditore di Sommatino, titolare della società “Iniziative immobiliari” che ha realizzato il progetto. Nella lista anche tre dirigenti del Comune di Licata: Andrea Occhipinti, 50 anni, a capo del dipartimento finanziario; Giuseppa Maria Pia Amato, 60 anni, responsabile del Suap (Sportello attività produttive) e Vincenzo Ortega, 58 anni, dirigente del dipartimento Urbanistica. Sotto accusa anche venti titolari di concessioni.

L'imprenditore Geraci e i tre dirigenti del Comune (il costruttore e Ortega sono accusati pure di brogli per eludere il pagamento di 7 milioni di oneri concessori) sono imputati di abuso di ufficio perché, nel 2014, avrebbero approvato una variante illegittima al progetto, per ragioni legate all'acquisizione dei documenti, che consentì alcune modifiche per realizzare, fra le altre cose, una nuova piscina con annessi servizi e un fabbricato.

Ortega, Occhipinti, Bartolo Consagra, 43 anni (titolare di una concessione), Luigi Francesco Geraci e Giuseppa Maria Pia Amato hanno scelto il giudizio abbreviato. Alcuni titolari delle concessioni ritenute illegittime sono pronti a pagare l'oblazione ed estinguere il reato. L'inchiesta è stata avviata sulla base delle denunce dell'associazione "A testa alta", presieduta dall'avvocato Antonino Catania, che si è costituita parte civile. 

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