Giovedì, 18 Luglio 2024
Licata Licata

"Uccise lo zio al culmine di un litigio", scontro fra psichiatri al processo

Per il perito del giudice il diciottenne Giuseppe Volpe era perfettamente capace di intendere e volere, di parere opposto il consulente della difesa

Il diciannovenne Giuseppe Volpe, reo confesso dell’omicidio dello zio, Giacinto Marzullo, 52 anni, ucciso a colpi di pistola per dei contrasti di natura economica, per il perito del gup, Cristina Camilleri, e il consulente della parte civile, Salvatore Bruno, è capace di intendere e volere ed è perfettamente capace di stare in giudizio. Per il consulente della difesa Leonardo Giordano, invece, le capacità mentali dell’imputato "erano gravemente scemate al momento del fatto”. Scontro fra psichiatri al processo, in corso con rito abbreviato davanti al gup Francesco Provenzano. Marzullo, agricoltore e muratore, è stato ucciso il 18 agosto dell'anno scorso. Il suo corpo è stato trovato crivellato di colpi in un appezzamento di terreno vicino alla rotonda per la località balneare di "Mollarella", a Licata. I poliziotti della squadra mobile, due giorni dopo, su incarico della Procura, hanno sottoposto a fermo Volpe, figlio della sorella della vittima, che avrebbe fatto fuoco dopo l’ennesimo litigio.

Fra Marzullo e la sorella i rapporti si erano incrinati da tempo per questioni di natura economica. Volpe aveva confessato alla polizia, in piena notte, di avere ucciso lo zio con quattordici colpi di pistola. L'arma, detenuta legalmente, subito dopo era stata gettata in un canalone di acque reflue. Volpe e la madre, Domenica Marzullo, secondo la ricostruzione dell’episodio, erano andati a trovare nel suo fondo Giacinto Marzullo per l'ennesimo tentativo di chiarimento. Tra i due fratelli i rapporti erano pessimi da tempo, soprattutto per questioni di soldi.

Vecchie ruggini che, quel giorno, sono sfociate nella tragedia. Quel pomeriggio la discussione, che altro non doveva essere che un tentativo di chiarimento, è degenerata e il ragazzo avrebbe estratto la pistola e fatto fuoco, centrando all’addome e alle gambe lo zio. Poi la fuga e la confessione. Il 14 dicembre ci saranno le conclusioni del processo.

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