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"Uccise lo zio per contrasti economici", via libera alla perizia psichiatrica

Il giudice darà l'incarico a un perito di accertare se il diciannovenne Giuseppe Volpe è capace di intendere e volere

Perizia psichiatrica per il diciannovenne licatese Giuseppe Volpe, reo confesso dell’omicidio dello zio, Giacinto Marzullo, 52 anni, ucciso a colpi di pistola per dei contrasti di natura economica. Il via libera è stato dato, ieri mattina, dal gup Francesco Provenzano davanti al quale è in corso il processo con rito abbreviato.

I difensori, gli avvocati Gaetano Timineri e Rossella Scrimali, avevano chiesto il giudizio alternativo con due condizioni: lo svolgimento della perizia psichiatrica e l’audizione della madre dell’imputato, testimone chiave dell’omicidio. Il giudice, come chiesto dal pubblico ministero Alessandra Russo, ha ammesso solo la perizia ma non la testimonianza. Il 10 maggio si torna in aula per conferire l’incarico alla psichiatra Cristina Cammilleri che dovrà riferire, dopo avere esaminato l’imputato, se è capace di intendere e di volere.

Uccise lo zio per contrasti economici, azzerata l'udienza preliminare

Se la specialista dovesse arrivare alla conclusione che il giovane non era nelle condizioni mentali di capire quello che ha fatto non ci potrebbe essere soluzione diversa dall’assoluzione. In caso contrario, dopo la piena confessione, la condanna sembrerebbe inevitabile. Il figlio e la moglie della vittima, intanto, si sono costituiti parte civile con l’assistenza degli avvocati Santo Lucia e Antonio Montana. Marzullo, agricoltore e muratore, è stato ucciso il 18 agosto scorso. Il suo corpo è stato trovato crivellato di colpi in un appezzamento di terreno vicino alla rotonda per la località balneare di "Mollarella".

Fra Marzullo e la sorella i rapporti si erano incrinati da tempo per questioni di natura economica. Volpe aveva confessato alla polizia, in piena notte, di avere ucciso lo zio con quattordici colpi di pistola. La pistola, detenuta legalmente, subito dopo era stata gettata in un canalone di acque reflue. Volpe e la madre, Domenica Marzullo, secondo la ricostruzione dell’episodio, erano andati a trovare nel suo fondo Giacinto Marzullo per l'ennesimo chiarimento. Tra fratello e sorella i rapporti erano pessimi da tempo, soprattutto per questioni di soldi. La vittima infatti accusava la donna di essersi appropriata per diversi anni della pensione dell’anziano padre (poco meno di duemila euro al mese), nonché di 150 mila euro provenienti da una zia, che in questo modo, pare volesse ricompensare Domenica Marzullo di averle fatto da badante per un lungo periodo. Quel pomeriggio la discussione è generata e il ragazzo avrebbe estratto la pistola e fatto fuoco. 

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