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Il ristoratore, il farmacista e l'imprenditore delle demolizioni: ecco chi sono tutti gli indagati

La Dda tira le somme dell'inchiesta e si appresta a chiedere i rinvii a giudizio, l'ex sindaco Angelo Graci verso l'archiviazione

Imprenditori, artigiani, tecnici e pure un farmacista: la doppia inchiesta "Assedio e Halycon", che la scorsa estate ha disarticolato la nuova geografia mafiosa della città, svelando pure intrecci con la politica e la massoneria, colpisce al cuore anche una parte della "Licata bene".

Sembra, intanto, uscire dall'inchiesta l'ex sindaco Angelo Graci (solo omonimo del trentenne indagato), finito nei guai per un'intercettazione con il presunto affiliato Girolamo Casa.

Graci, accusato di favoreggiamento aggravato, il 13 aprile del 2017, è stato intercettato nell'ovile di un altro presunto affiliato, Giacomo Casa, e nella conversazione - ipotizzano i pm - rivendica di avere fatto da tramite nei confronti dell'attuale deputato regionale Carmelo Pullara per trovare una sistemazione lavorativa ai figli di Casa. Del nome di Graci non c'è traccia negli atti dell'inchiesta dal quale sarebbe stato stralciato per una probabile richiesta di archiviazione. 

Non si ha mai avuta notizia di alcuna indagine, invece, che riguardasse Pullara, citato dal capomafia Giovanni Lauria che gli attribuisce un presunto interessamento per fargli assumere il figlio.

L'associazione mafiosa è contestata ad Angelo Occhipinti, inteso “Piscimoddu”, e Giovanni Lauria, detto “Il professore”. Tra i presunti partecipi, invece: Giovanni Mugnos, 54 anni di Licata; Giacomo Casa, 66 anni di Licata; Vito Lauria, 50 anni, di Licata; il farmacista Angelo Lauria, 56 anni di Licata; Raimondo Semprevivo, 48 anni di Licata; Gabriele Spiteri, 47 anni di Licata; Vincenzo Spiteri, 53 anni di Licata. Angelo Graci, 33 anni di Licata; Giuseppe Galanti, 62 anni di Licata; Giuseppe Puleri, 41 anni di Campobello di Licata;

Rischiano il processo per favoreggiamento aggravato, invece: Antonino Massaro, 61 anni di Licata, e Marco Massaro, 36 anni di Licata: secondo gli inquirenti i due elettrauti avrebbero aiutato alcuni indagati ad eludere i controlli: in una circostanza, ad esempio, li avrebbero avvisati della presenza di una microspia nell’auto di una delle persone coinvolte.

Sotto inchiesta anche il titolare della ditta che si è occupata delle demolizioni degli immobili abusivi a Licata: Salvatore Patriarca, 42 anni di Vittoria. Per gli inquirenti avrebbe mentito negando di aver avuto rapporti con esponenti mafiosi per aggiudicarsi l'appalto al quale, peraltro, si diede un grande risalto pubblico in quanto avrebbe dovuto ristabilire la legalità nel Comune di Licata.

Stessa ipotesi di reato viene contestata ad Alberto Riccobene, 53 anni di Palma di Montechiaro, che, sentito anch'egli dagli inquirenti, avrebbe negato un ricatto da parte di Casa legato alla vendita di un ciclomotore.

Ecco l'elenco completo degli indagati: Angelo Bellavia, 66 anni di Licata; Vincenzo Bellavia, 36 anni di Licata; Giacomo Casa, 66 anni di Licata; Antonino Cusumano, 44 anni di Licata; Giuseppe Galanti, 62 anni di Licata; Angelo Graci, 33 anni di Licata; Angelo Lauria, 56 anni di Licata; Giovanni Lauria, 80 anni di Licata; Vito Lauria, 50 anni di Licata; Lucio Lutri, 61 anni di Mistretta; Antonino Massaro, 61 anni di Licata; Marco Massaro, 36 anni di Licata; Giovanni Mugnos, 64 anni di Licata; Angelo Occhipinti, 66 anni di Licata; Salvatore Patriarca, 42 anni di Vittoria; Giuseppe Puleri, 41 anni di Campobello di Licata; Alberto Riccobene, 53 anni di Palma di Montechiaro; Giuseppe Scozzari, 48 anni di Licata; Raimondo Semprevivo, 48 anni di Licata; Gabriele Spiteri, 47 anni di Licata; Vincenzo Spiteri, 53 anni di Licata. 

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Con l'avviso di conclusione delle indagini, i difensori (nel collegio, fra gli altri, gli avvocati Angela Porcello, Santo Lucia, Luigi Ciotta e Giovanni Castronovo) avranno venti giorni di tempo per chiedere lo svolgimento di nuovi atti di indagine, presentare memorie o chiedere un interrogatorio dei propri assistiti. 

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