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Licata, l'inchiesta sulla lottizzazione illegale in via Palma: tutti assolti

I giudici scagionano il dirigente dell'Utc Vincenzo Ortega, due dipendenti del Comune e i due costruttori

Assoluzione "perché il fatto non sussiste" e dissequestro delle opere: è finito con questo verdetto, dopo anni di dibattimento, il processo scaturito da un’inchiesta che ipotizzava una lottizzazione illegale di dodici villette a schiera in via Palma, a Licata. Gli imputati, nei cui confronti il pubblico ministero Andrea Maggioni aveva chiesto la condanna, erano il dirigente dell’ufficio tecnico comunale Vincenzo Ortega, i dipendenti comunali Angelo Cambiano e Giuseppe Alabiso, rispettivamente vice dirigente e tecnico istruttore nello stesso ufficio tecnico, nonché Domenica Zagrì e Giuseppe Antona, in qualità di firmatari di un’istanza di rilascio di permesso a costruire; a quest’ultimo, anche nella qualità di progettista e direttore dei lavori, la Procura contestava pure il reato di falsità ideologica in atto pubblico.

La sentenza del collegio di giudici presieduto da Giuseppe Miceli è stata emessa nel tardo pomeriggio.

Il tribunale, dopo avere preso atto che né il pm e di conseguenza neppure i difensori (fra gli altri gli avvocati Antonino Gaziano, Giuseppe Glicerio e Giuseppe Scozzari) avevano intenzione di replicare alle precedenti conclusioni, attorno alle 16 si è ritirato in camera di consiglio. 

Secondo l’ipotesi accusatoria che non ha retto al vaglio del dibattimento, l’Ufficio tecnico del comune di Licata avrebbe rilasciato dei permessi di costruire in assenza di adeguata istruttoria e in mancanza di un valido piano di lottizzazione. 

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