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Giro di droga a cavallo di tre province: in dodici rischiano il processo

Subito le prime questioni procedurali all'udienza preliminare scaturita dall'operazione “Home made”, fra gli imputati anche un sottufficiale della Guardia Costiera

Subito le prime questioni procedurali al processo scaturito dall'operazione “Home made”, che ha sgominato un presunto giro di droga che gravitava attorno a Licata e nel quale è coinvolto un sottufficiale della Guardia costiera. La difesa (fra gli altri gli avvocati Calogero Meli, Santo Lucia, Antonio Montana, Gaspare Lombardo e Angelo Balsamo) ha rappresentato che non tutti gli avvisi relativi alla conclusione delle indagini preliminari sono andati a buon fine e il giudice Luisa Turco ha rinviato l’udienza per esaminare meglio la questione. Si torna in aula il 29 aprile. 

Gli imputati, al momento, sono dodici. Si tratta di: Marco Cavaleri, 33 anni, di Licata; Agostino Curella, 36 anni, di Licata; Mustapha Fakran, 37 anni, originario del Marocco e residente a Licata; Tommaso Massimiliano Ritrovato, 31 anni, di Licata; Marco Ucciardello, 35 anni, di Licata; Concetta Barbara Alabiso, 32 anni, di Licata; Angelo Manganello, 43 anni, di Licata; Domenico Pennisi, 42 anni, di Catania; Daniele Manuguerra, 32 anni, di Messina; Angelo Curella, 32 anni, di Licata; Antonio Caruso, 47 anni, di Vittoria (Ragusa) e Mohamed Matar Hassan Omar, 32 anni. L’operazione dei carabinieri è scattata il 5 dicembre del 2017. Intercettazioni e pedinamenti, durante le indagini, hanno consentito di documentare - sostiene la Procura - le modalità di approvvigionamento della marijuana, prodotta spesso in casa, a Licata, e la successiva, capillare, cessione al dettaglio tra i giovanissimi fra le piazze della movida di Licata, Messina e Catania. 

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Nell'operazione è stato coinvolto anche un sottufficiale della Guardia Costiera. Si tratta di Ucciardello, originario di Messina, finito il giorno del blitz agli arresti domiciliari.
 

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