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Sabato, 15 Giugno 2024
Licata Licata

"Disabili picchiati in comunità", le vittime non potranno testimoniare

Il neuropsichiatra esclude la capacità di intendere e volere, incidente probatorio chiuso

Tutti gli ex ospiti della struttura licatese, rintracciati e sottoposti a visita, non sono capaci di testimoniare. All’appello, considerate le difficoltà del medico a individuare tutti i disabili psichici che avrebbero subito violenze fisiche e psicologiche, mancava solo un paziente. Il neuropsichiatra Francesco Vitrano lo ha rintracciato nei giorni scorsi e questa mattina ha riferito al gip Alessandra Vella l’esito della visita che è uguale a quello di tutti gli altri: nessuno è nelle condizioni mentali di testimoniare.

I loro racconti messi a verbale non possono essere utilizzati con la conseguenza che l’inchiesta “Catene spezzate”, che nel gennaio di due anni fa ha fatto scattare quattro provvedimenti cautelari, rischia di restare ferma al palo. Il giudice, oggi, dopo avere sentito a più riprese lo specialista, che nel frattempo è riuscito a visitare gli ospiti della struttura a scaglioni e con tante difficoltà per rintracciarli, ha dichiarato chiuso l’incidente probatorio. A decidere se continuare le indagini, chiedere l’archiviazione o mandarli a processo sarà adesso il pubblico ministero Gloria Andreoli che si sta occupando dell’inchiesta dopo il trasferimento del collega Alessandro Macaluso.

La testimonianza dei disabili, alcuni dei quali, secondo quanto ipotizza la Procura, sarebbero stati sottoposti a violenze all’interno del centro, non saranno utilizzabili al processo. Agli atti, però, ci sono anche altri atti di indagine, fra cui alcuni video che proverebbero le presunte violenze ma senza la testimonianza delle vittime sarebbe complicato istruire il processo.

La struttura di Licata, secondo quanto ipotizzano gli inquirenti, sarebbe stata trasformata in un lager e gli ospiti sottoposti a continue violenze. Otto gli indagati. Si tratta di operatori in servizio con vari incarichi nella struttura di accoglienza. L’operazione è stata denominata “Catene spezzate”.

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