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Martedì, 30 Novembre 2021
Licata Licata

"Testimonianza comprata con 200 euro", niente nuove prove al processo a carico dell'ex sindaco

La Corte di appello rigetta le richieste di accusa e difesa: fissata la requisitoria

Il procuratore generale chiedeva di sentire tre testi, fra cui le due principali accusatrici e la difesa voleva ascoltare altri testimoni e acquisire una perizia sulla dinamica del sinistro: i giudici della prima sezione della Corte di appello di Palermo, presieduta da Adriana Piras, hanno rigettato tutte le richieste istruttorie. Il 4 aprile il procuratore generale illustrerà la sua requisitoria e, a seguire, ci saranno le altre arringhe difensive. Dopo una serie di rinvii, entra nel vivo il processo di appello a carico dell’avvocato Angelo Balsamo, all’epoca dei fatti sindaco di Licata, accusato di avere truccato una testimonianza per fare vincere una causa a una cliente. I giudici del tribunale di Agrigento, il 16 novembre del 2016, lo hanno condannato a due anni e sei mesi di reclusione per l’accusa di falsa testimonianza.

Chiesti nuovi testi in appello

Tre anni e sei mesi, invece, sono stati inflitti a Francesca Bonsignore, 58 anni, che sarebbe stata ingaggiata con 200 euro per mentire in udienza raccontando una falsa versione dei fatti per fare vincere la causa, legata a una richiesta di risarcimento dopo un incidente stradale, alla cliente di Balsamo. Un anno di reclusione, infine, è stato inflitto a Carmelo Malfitano, 57 anni, accusato di favoreggiamento perché avrebbe tentato di intervenire con la cliente di Balsamo, Mary Ann Casaccio, 44 anni (difesa dall’avvocato Leonardo Marino), per sanare un contrasto col suo legale. 

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