Lunedì, 17 Maggio 2021
Licata

Casa rurale distrutta dalle fiamme, il sindaco Cambiano: "Sono amareggiato"

Ieri sera è stato scoperto il rogo che ha danneggiato un fabbricato, di proprietà del padre del primo cittadino, ubicato in contrada Conca Ginisi. Le indagini sono dirette dal sostituto Santo Fornasier. Fotogallery all'interno

La rimessa agricola data alle fiamme

Non sono ancora trascorse 24 ore dalla scoperta della seconda intimidazione posta in essere nei confronti della famiglia di Angelo Cambiano, sindaco di Licata, e gli investigatori non si sono fermati un attimo nel tentativo di dare un volto a chi ha incendiato (probabilmente nei giorni scorsi anche se il rogo è stato scoperto ieri pomeriggio) un fabbricato rurale di proprietà di Rosario Cambiano, padre del sindaco.

Ad indagare sul gesto posto in essere in contrada Conca Ginisi, all’interno di un pescheto della famiglia Cambiano, sono gli agenti del commissariato di polizia, coordinati dal dirigente Marco Alletto. Le indagini sono dirette dal sostituto procuratore Santo Fornasier.

“Sono preso dallo sconforto – ha detto il sindaco Angelo Cambiano ai microfoni del Tg regionale della Rai -, dalla delusione, dalla rabbia, dall’amarezza. Si tratta dell’ennesimo atto criminale posto in essere nei confronti della mia famiglia, di me stesso, delle istituzioni e dell’intera collettività licatese. Ancora una volta Licata finisce alla ribalta della cronaca per un simili fatti”.

La prima intimidazione nei confronti di Cambiano venne posta in essere il 9 maggio scorso. In quell’occasione, di sera, il fuoco venne appiccato ad una villetta di campagna di proprietà della famiglia Cambiano. Da allora il sindaco vive scortato. Ma un paio di settimane fa il gip di Agrigento, Alessandro Vella, ha emesso le ordinanze di arresti domiciliari nei confronti di due giovani del luogo, Angelo Marco Sortino e Calogero Strincone, considerati gli autori di quel rogo.

Proprio una decina di giorni fa il sindaco di Licata aveva annunciato l’intenzione di rimettere il mandato, in segno di protesta. “Lo Stato – aveva detto in quell’occasione – mi ha abbandonato”. Ma i governi di Roma e Palermo hanno fatto quadrato attorno a Cambiano, ed il primo cittadino ha deciso di rimanere in sella.

“Lungi da me – ha detto Angelo Cambiano – utilizzare l’arma delle dimissioni per attirare l’attenzione su Licata. Ci hanno garantito interventi urgenti, ed opere da mettere in cantiere subito, per la nostra città. Attendiamo “.

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