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La conferenza stampa di ieri in procura

La conferenza stampa di ieri in procura

Indagini sulle comunità, Fonzo: "Hanno approfittato del bisogno di lavoro"

Il procuratore aggiunto di Agrigento rileva che "senza l'attuale crisi economica una simile situazione non si sarebbe verificata". Appello del pm Delpini: "Denunciate"

“Spesso è il bisogno ad impedire ai dipendenti di denunciare il datore di lavoro che gli “decurta” lo stipendio di un terzo”. Lo ha detto Ignazio Fonzo, procuratore aggiunto di Agrigento, in merito alle indagini che ieri hanno portato il gip Stefano Zammuto all’emissione di cinque ordinanze (due arresti domiciliari e tre divieti di dimora a Licata) nei confronti di responsabili delle comunità licatesi Arcobaleno e Libero Gabbiano.

“La grave crisi economica che contraddistingue questo periodo storico – ha aggiunto il procuratore aggiunto – può costringere chi ha un lavoro a tenerselo stresso, persino a sottostare ad una simile situazione. Senza la nostra attività investigativa una simile situazione non sarebbe stata scoperta”.

Secondo le indagini della guardia di finanza, coordinate dal pm Matteo Delpini, 9 dipendenti delle due comunità ricevevano per intero, con bonifico, lo stipendio, ma poi restituivano un terzo dello stesso ai loro datori di lavoro. Per questo la procura parla di “pizzo fatto pagare ai propri dipendenti”. Agli arresti domiciliari sono finiti l’avvocato licatese Rosario Magliarisi e Linda Modica. Divieto di dimora a Licata per Carmela Di Blasi, Angelo Magliarisi e Florinda Zagra.

A rilevare che “senza la crisi economica ed il grande bisogno di lavoro, tutto questo non sarebbe successo”, è stato anche il colonnello Massimo Sobrà, che guida il comando provinciale della guardia di finanza.

Il pm Matteo Delpini, invece, ha rivolto un appello. “a questo punto, visto che tutto è venuto a galla – ha detto il magistrato – chiedo a chi, eventualmente, avesse subito lo stesso trattamento riservato ai 9 dipendenti delle cooperative, di presentarsi in procura e denunciare”.

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