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Giuseppina Tripodi, consigliere delegato Fondazione Rita Levi Montalcini

Giuseppina Tripodi, consigliere delegato Fondazione Rita Levi Montalcini

"Fondazione Montalcini": l'intervista a Giuseppina Tripodi

"Istruzione: chiave dello sviluppo" è stato il tema dell'incontro avvenuto al teatro Re Grillo

Ospite d'onore a Licata, Giuseppina Tripodi, per presiedere un incontro presso il teatro Re Grillo dal titolo "Istruzione: chiave dello sviluppo". La sicurezza e la competenza di chi conosce i fatti, la professionalità e l'umiltà di chi opera da tanti anni con concretezza e la dolcezza negli occhi di chi vorrebbe alleviare le sofferenze delle donne meno fortunate, questa è la descrizione di Giuseppina Tripodi, colei che da oltre 40 anni opera a fianco della first lady della scienza, premio Nobel per la medicina, senatrice a vita e promotrice di iniziative solidali internazionali, Rita Levi Montalcini.

Presente accanto a Giuseppina Tripodi la sezione Fidapa di Licata, presieduta da Cettina Callea. Non si è infatti risparmiata nel corso dei suoi 5 anni di carica grazie alla sensibilità che la contraddistingue, l'ex presidente dell'associazione, Ester Rizzo, fino a volare a Roma presso il palazzo della Farnesina per sostenere grandi progetti promossi dalla fondazione Levi Montalcini di cui Giuseppina Tripodi è un esponente di spicco. Consistenti progetti continuano ad essere portati avanti dalla scienziata in collaborazione con Giuseppina Tripodi che in questa intervista spiega i punti cardine del loro operato: L'istruzione, chiave dello sviluppo, è questo il nome del progetto che spiegherà stamattina agli studenti, in cosa consiste? "E' la chiave stessa della fondazione, - dice la Tripodi -  il motto che la professoressa Rita Levi Montalcini ha voluto adottare sin dall'inizio, quando ha costituito la fondazione insieme alla compianta sorella Paola in nome del loro padre, che aveva inizialmente lo scopo di suggerire ai giovani italiani di intraprendere la loro strada, poi nell'anno 2000 la figura della donna è emersa e ha raggiunto un ruolo prioritario."

- Quaranta anni al fianco della scienziata Levi Montacini, cosa significa per lei essere la sua collaboratrice?
"Il significato è talmente elevato, in quanto mi ha fornito non solo un grande livello di conoscenza dato che non ero preposta alla carriera di scienziata o ricercatrice o di intraprendere un percorso letterario ma secondo le parole della professoressa Montalcini questo dono di scrivere era in me innato, infatti ho poi scritto dei libri di poesie che non avevo inizialmente intenzione di pubblicare, anche se in seguito ho avuto l'onore della sua prefazione. Avrò magari un dono innato ma la presenza della professoressa ha contribuito molto in quanto è una persona speciale in tutti i sensi, non solo di alto valore scientifico ma anche di alto valore umano. Ho avuto modo di percorrere insieme a lei tanti anni e tante occasioni ufficiali e non, di partecipare a quello che lei ha fatto. Una donna instancabile, Rita Levi Montalcini, che si è definitivamente stabilita in Italia negli anni settanta, per poi conseguire il premio Nobel nel 1986. Ero affascinata dal lavoro della professoressa e fino al 2007-2008 andava ancora nelle università per le conferenze, dove i presidi si stupivano dell'enorme affluenza di studenti che accorrevano per ascoltare, in quanto l'approccio con i giovani per lei era molto naturale."

- Perchè il progetto: Istruzione, chiave dello sviluppo si rivolge ai giovani?
"Proprio per renderli consapevoli 
- prosegue Giuseppina Tripodi - che il mondo che li circonda non finisce quì. Nel libro "La clessidra di Rita Levi Montalcini" ho ripreso il suo colloquio con i giovani proprio per riportare il loro pensiero. Ha sempre riscosso con la sua naturalezza e la sua modestia il successo dovuto, è come se ti facesse accedere al suo pensiero e al suo mondo. Per me è importante riportare il suo pensiero, come ho fatto anche nell'ultimo libro che è uscito quest'anno "La lezione di Rita Levi Montalcini", perchè lei non è solo donna di scienza, ma anche di grande umanità. La comunità internazionale le ha infatti conferito il premio nobel perchè la sua scoperta è di grande levatura nel campo scientifico ma anche umano. Ne "La Clessidra"  faccio parlare la professoressa con delle frasi inedite, in quanto lei stessa dice che non bisogna solo espletare il proprio lavoro, ma andare oltre il proprio orizzonte altrimenti si rischia di rimanere fossilizzati, bisogna capire quali sono gli altri problemi che affliggono il nostro pianeta."

- Qual è lo scopo della fondazione e quando è stata costituita?
"E' stata costituita nel 1992, però nel 2000 a seguito della promulgazione degli 8 obiettivi del millennio, la professoressa ha deciso di dedicare gran parte dell'attività della fondazione al sostegno dell'istruzione dei bambini e delle donne del territorio africano, in quanto secondo lei abbiamo dei doveri in questo campo e abbiamo pertanto iniziato dei progetti in Etiopia ed Eritrea."


- Cosa rappresenta per lei e per Rita Levi Montalcini il conferimento del premio Nobel per la pace 2011 alle donne africane?
"Rappresenta il fatto che è stato riconosciuto loro un ruolo fondamentale per la società. "Istruzione, chiave dello sviluppo" significa promuovere lo sviluppo soprattutto soggettivo e non ci fermiamo solo lì ma ancdiamo nella sfera sociale, lavorativa ecc. Le donne che hanno ricevuto il premio Nobel per la pace come la Sirleaf che è partita dal nulla ha raggiunto, attraverso questo riconoscimento, grandi risultati. Io sono il consigliere delegato della fondazione ma opero attraverso il pensiero della professoressa."


- Lei, Giuseppina Tripodi, è una persona di spicco all'interno della fondazione, seguirà le orme della Montalcini?
"Lo sto già facendo, spero nel modo dovuto, portando avanti i progetti e ricevendo dei conferimenti come ad esempio "la donna calabrese dell'anno" in quanto sono di Reggio Calabria. Amo la concretezza e sono restia a mettere in mostra il mio nome, infatti lungo il percorso di 25 libri il mio nome è su 5, ma ho capito che per portare avanti la sua storia un nome ci deve essere.
"

- Walking Africa è un progetto molto importante, qual è la differenza a livello sociale secondo lei tra la donna africana e quella europea?
"Ci sono delle differenze sostanziali, innazitutto il contesto. Sono stata spesso in Africa e la donna africana parte dal nulla, spesso non ha dietro le spalle una casa e non c'è un ruolo maschile. Noi sosteniamo le donne che ne hanno veramente bisogno, noi diamo la possibilità di inserirsi in un tessuto sociale cominciando dall'istruzione. La fondazione ha un progetto di 890, tra ragazze e ragazzi, tolti dai campi di guerra in Congo che abbiamo continuato a far studiare. E' un progetto che ha accettato la sezione Fidapa di Licata di sostenere e il distretto Sicilia in quanto impegno importante. Grandi sponsor ci hanno inoltre supportati."

- L'uomo ha un pò intaccato il percorso delle donne in Africa?
"L'uomo in Africa ha il diritto allo studio rispetto alle donne dal momento che queste servono in casa per la famiglia. Le donne africane sono forti e coraggiose, il coraggio è dato dalla disperazione. Il premio Nobel per la pace ha voluto premiare loro, in quanto messaggere di pace.Intanto ora sto scrivendo un libro che è quasi finito, si intitola "33 storie". Si tratta dei racconti di ragazze africane che ho trasformato in lirica e in poesia perchè attraverso le parole voglio che la gente capisca quante torture abbiano subito queste giovani e quanta forza hanno nel trovare il desiderio di rialzarsi anche attraverso lo studio e perdonare i loro torturatori. Mi commuovo al solo pensiero del dramma che queste ragazze hanno vissuto". Le studentesse siciliane, in quanto mi trovo ora in Sicilia, devono capire quanto siano fortunate rispetto a quelle africane."

- Delle studentesse di Licata hanno realizzato, attraverso la collaborazione della Fidapa locale, delle tesine su donne che hanno avuto dei riconoscimenti in diversi ambiti, ma che sono rimaste nel corso del tempo occultate, sarebbe il caso che i docenti spronassero gli studenti a fare ricerche in tal senso per rivalutare l'operato di donne che sono rimaste in ombra agli occhi del mondo?
"Certo, tutto il mondo della cultura e soprattutto il mondo della donna deve emergere. Anche la professoressa Montalcini con il suo libro "Le tue antenate" riporta tale pensiero, riprendendo queste figure di scienza da Ipatia fino ai giorni nostri.


- Quanto la Fidapa ha contribuito a questi progetti?
"Molto, la Fidapa ha dato un grosso contributo, singolarmente per regione o per distretto, affiancandosi all'operato della fondazione e dimostrato sensibilità non solo in quanto vicina al pensiero di Rita Levi Montalcini, ma soprattutto perchè vicina alle problematiche del giorno d'oggi. Un ringraziamento va anche all'Inner Wheel."

Quali sono i progetti futuri? "sempre l'istruzione alle donne d'Africa a tutti i livelli, perchè è la chiave dello sviluppo. Tra l'altro il progetto "Istruzione, chiave dello sviluppo" è stato presentato a Roma ad ottobre in occasione della terza conferenza internazionale che organizza ogni due anni la fondazione".

- La fondazione Rita Levi Montalcini ha un motto?

"Certo: Il futuro ai giovani e un futuro alle donne africane."

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