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Dal museo archeologico al santuario di Sant’Angelo: dopo 70 anni l’aquila lignea torna alle origini

E’ stata ricollocata nella sua sede originaria: la cancellata della cappella del Santo Patrono: ottenuto il nulla-osta della Soprintendenza di Agrigento e del Parco archeologico della Valle dei templi

Dopo oltre settant’anni torna all’interno del santuario di Sant’Angelo Martire Carmelitano l’aquila lignea attualmente conservata al museo archeologico della Badia.

Lo ha annunciato il sindaco Giuseppe Galanti che ha disposto il trasferimento in esecuzione all’accordo sottoscritto tra il Comune e la Curia di Agrigento lo scorso 26 aprile.

L’aquila lignea del XVIII secolo, raffigurante le insegne della città di Licata (“una rocca merlata in mezzo al mare, dalla quale si elevano quattro torri di disugual altezza, tutte d’oro e merlate in campo azzurro, in uno scudo inscritto nel petto di un’aquila”) si trova attualmente custodita all’ingresso del museo di Licata dopo che negli anni 50’, a seguito di alcune controversie sorte tra i Padri Carmelitani e gli amministratori locali, era stata tolta dalla cancellata della cappella di Sant’Angelo all’interno del santuario dedicato al Santo Patrono.

Adesso il Comune, nel pieno rispetto delle norme di tutela e salvaguardia per i beni culturali e ottenuto il nulla-osta della Soprintendenza di Agrigento e del Parco archeologico della Valle dei templi, ricollocherà a proprie spese, nella sede originaria, le insegne araldiche della città.

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