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Licata, da stamani un agente scorta l'ingegnere capo Vincenzo Ortega

La tutela al dirigente del Comune è stata assegnata dopo che, all'alba di lunedì scorso, qualcuno gli ha bruciato l'auto parcheggiata davanti alla casa di campagna, a Mollarella

Un agente di polizia "scorta", da stamani, Vincenzo Ortega, dirigente del dipartimento Urbanistica, Lavori Pubblici e Gestione del Territorio del Comune di Licata.

All'ingegnere capo, come è noto, la tutela è stata assegnata dopo l'intimidazione subita nella notte tra domenica e lunedì scorsi, quando gli è stata bruciata l'auto in sosta davanti alla casa di campagna, in contrada Mollarella.

E' stato il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, a proporre al ministero dell'Interno la tutela per Ortega. L'ok è arrivato dal ministro Angelino Alfano.

Vincenzo Ortega, come è noto, eseguendo le disposizioni dei magistrati della procura della Repubblica di Agrigento, come ingegnere capo del Comune sta coordinando le demolizioni che a Licata hanno luogo ormai dallo scorso 20 di aprile. L'intervento, relativo all'abbattimento del primo elenco di 16 villette, si è concluso due giorni fa, ma la procura ha già inviato al Comune un nuovo elenco, con altre 100 case da radere al suolo. Quella assegnata ad Ortega è la seconda tutela, nel giro di pochi mesi, decisa per istituzioni di Licata. Alla fine di maggio, quando gli era stata bruciata la casa di campagna della famiglia, la tutela era stata assegnata al sindaco Angelo Cambiano. Da allora il primo cittadino ha un agente che lo segue in tutti gli spostamenti ed una volante della polizia fera, 24 ore su 24, davanti la sua abitazione. 

Intanto anche il Tar di Palermo, come aveva fatto il giudice delle Esecuzioni del Tribunale di Agrigento, ha rigettato la richiesta di sospensione delle demolizioni a Licata. Lo ha reso noto l’avvocato Giuseppe Arnone, che assiste alcuni degli ex proprietari di edifici contenuti nell’elenco di quelli da abbattere. “La prima e quindi fondamentale ragione indicata dal Tar per respingere la richiesta di sospendere le demolizioni degli immobili riguarda la comunicazione – scrive Arnone - con la quale il Comune di Licata, con un telegramma inviato poco prima dell'udienza decisiva del 20 luglio scorso, informava il Tribunale che le ragioni cautelari erano venute meno perché gli immobili erano già stati demoliti”.

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