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Truffa al Servizio sanitario nazionale, una denuncia

Truffa al Servizio sanitario nazionale, una denuncia

Truffa al Servizio sanitario nazionale, una denuncia

La Guardia di finanza di Canicattì ha scoperto un medico che, al fine di poter partecipare, senza...

Nell’ambito di una più vasta azione a carattere nazionale denominata “Progetto Galeno”, organizzata dal Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guardia di finanza di Roma, a contrasto delle frodi nel settore degli aiuti erogati dal servizio sanitario nazionale, i militari della Tenenza della Guardia di finanza di Canicattì, hanno concluso un’articolata e complessa attività ispettiva nei confronti di un medico professionista percettore di contributi pubblici erogati, sotto forma di borsa di studio, da parte del Servizio sanitario nazionale per il triennio formativo 2003/2006.

Le fiamme gialle, nel corso del servizio, hanno accertato l’indebita percezione, da parte sua, di finanziamenti pubblici, finalizzati ad  attuare le direttive della Comunità europea in materia di “libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli”. Il medico professionista in questione, al fine di poter partecipare, senza averne i necessari requisiti, al corso di “formazione specifica in medicina generale”, organizzato dal Ministero della salute ed usufruire, indebitamente, della relativa borsa di studio, ammontante a circa 22mila euro, ha posto in essere una serie di artifizi e raggiri consumando in tal modo una truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale.

In particolare, gli espedienti posti in essere e acclarati dalla Guardia di finanza sono consistiti nella omessa comunicazione di cause di incompatibilità alla partecipazione,  tra le quali l’espletamento di contestuali prestazioni  professionali, nonche’ l’inoltro all’ente deputato all’organizzazione del corso di una falsa dichiarazione.

Conseguentemente, il professioniosta è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento in quanto ritenuto responsabile dei reati di truffa aggravata e continuata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.

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