Sabato, 20 Luglio 2024
Canicatti Canicattì

"Sesso o diffondo video hot con un altro uomo", condannato commerciante

Vi sarebbe stato un tentativo di violenza sessuale perché cercò di andare a letto con una sua dipendente. I giudici della Corte di appello confermano la pena di dieci mesi di reclusione

Si trattò di un tentativo di violenza sessuale perché cercò di andare a letto con una sua dipendente prospettando che, nel caso in cui non l’avesse accontentato, avrebbe diffuso un video molto scomodo in cui la ragazza veniva immortalata in atteggiamenti intimi con un altro impiegato. Per i giudici della terza sezione della Corte di appello di Palermo, che hanno confermato la sentenza di primo grado del gup di Agrigento Stefano Zammuto, il commerciante Antonio Milia, 67 anni, di Canicattì, è colpevole. La pena è di dieci mesi di reclusione, ridotta di un terzo per effetto del giudizio abbreviato chiesto dai difensori dell’imprenditore, gli avvocati Daniela Posante e Angela Porcello.

“Facciamo sesso oppure diffondo un video che ti immortala in atteggiamenti amorosi con l’addetto alla sicurezza del centro commerciale”: questo il presunto ricatto che avrebbe fatto alla ragazza, che lavorava alle sue dipendenze come commessa, in un negozio del centro commerciale “Le Vigne” di Castrofilippo. La vicenda risale al gennaio del 2014.

L’imputato avrebbe scoperto la propria commessa che si era appartata in atteggiamenti intimi con l’addetto alla vigilanza. “Mi ha fatto vedere una cassetta – ha denuciato la donna – dicendomi che c’era la registrazione di un filmato dentro il camerino. Mi chiese di fare sesso, altrimenti avrebbe diffuso il video”. La presunta vittima, preoccupata anche per le sorti del suo matrimonio, avrebbe deciso di non prestarsi alle richieste sessuali e, anzi, il 9 gennaio del 2014, presentò una querela ai carabinieri che avviarono un’indagine. Per cercare riscontri alle accuse della donna fu disposta una perquisizione, eseguita da oltre venti militari, nell’abitazione di Milia e nei locali delle sue attività a caccia del supporto informatico che, secondo la versione della donna, sarebbe stato utilizzato per convincerla a fare sesso con lui.

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