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"Non sapevo nulla dell'agguato, Gianluca Scaccia era tranquillo": in aula la donna contesa

Enza Palermo ha raccontato in aula i retroscena del tentato omicidio ai danni del suo ex marito: "Rapporti normali ma era geloso"

Gianluca Scaccia

“Non mi sono accorta di nulla, Gianluca era normalissimo e sereno. Non mi parlò mai di questa vicenda e non so cosa sia successo”. Enza Palermo, la donna che sarebbe stata al centro della contesa, sfociata nel tentato omicidio, in aula allontana i sospetti dall’imputato col quale, dopo l’arresto, ha interrotto una relazione sentimentale. “Non me la sentivo più – ha spiegato – di reggere questa storia”. Il processo è quello a carico di Gianluca Scaccia, il trentatreenne di Canicattì fermato il 26 giugno dell'anno scorso per l'accusa di tentato omicidio, perché avrebbe sparato al trentunenne Vincenzo Curto, ex marito della sua nuova compagna, rimasto ferito nell’agguato. Ieri mattina, davanti ai giudici della prima sezione penale presieduta da Gianfranca Claudia Infantino, è stata ascoltata la donna al centro della contesa.

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"Sparò a ex marito della nuova compagna", parte processo a 33enne

Curto, infatti, sebbene citato dal pubblico ministero Gloria Andreoli, non è comparso per testimoniare né si è costituito parte civile. Scaccia, durante l'interrogatorio di convalida, si era avvalso della facoltà di non rispondere ma aveva rilasciato delle dichiarazioni spontanee con cui, si discolpava dicendo che non era stato lui a sparare all'indirizzo dell'ex marito della propria compagna, colpito alla gamba e al torace. “Col mio ex marito – ha detto Enza Palermo rispondendo al difensore di Scaccia, l’avvocato Angela Porcello – c’erano solo rapporti civili e basta. Quando ha saputo che avevo una relazione con Gianluca si è ingelosito. Più volte, soprattutto quando beveva, gli manifestava odio. Mi disse che lo avrebbe fatto arrestare definitivamente. Il giorno dell’agguato Gianluca era sereno, come sempre. Non ho sospettato nulla”. 

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