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Vincenzo Lo Giudice

Vincenzo Lo Giudice

"Ha violato la sorveglianza per festeggiare l'arciprete", condanna definitiva per Lo Giudice

La Cassazione rigetta il ricorso della difesa: otto mesi di reclusione all'ex deputato e assessore regionale

Nel luglio di cinque anni fa si era difeso dicendo di essere stato invitato dallo stesso arciprete a partecipare alla seduta del consiglio comunale che avrebbe dovuto celebrare i 100 anni di vita di don Vincenzo Restivo. Giustificazione che non è servita all’ex assessore regionale dell’Udc, Vincenzo Lo Giudice, che ha rimediato una nuova condanna per la quale, adesso, rischia di vedersi ancora privato della libertà.

La Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa, affidata all’avvocato Enrico Quattrocchi, e ha reso definitiva la pena di otto mesi di reclusione per l’accusa di violazione della sorveglianza speciale. Lo Giudice, personaggio di spicco dell’inchiesta “Alta mafia”, è stato riconosciuto colpevole di avere violato gli obblighi a cui sono sottoposte le persone ritenute “socialmente pericolose”. Il settantottenne, ai primi di luglio del 2013, era tornato libero dopo avere scontato una condanna a dieci anni di reclusione per associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta che ipotizzava un complesso intreccio affaristico e mafioso in cui l’ex uomo di punta dell’Udc in Sicilia avrebbe avuto un ruolo di primo piano.

I giudici lo avevano riconosciuto colpevole di avere fatto parte di Cosa Nostra e in particolare di essere stato un punto di riferimento per la gestione di appalti e denaro pubblico attraverso i suoi incarichi istituzionali. L’operazione, scattata il 29 marzo del 2004, fu un vero e proprio terremoto che coinvolse tre province ed ebbe come epicentro Canicattì.

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