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Coronavirus e chiusura delle scuole, Tedesco: "Cagionerà una catastrofe sociale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

In questi giorni difficili a causa dell'emergenza che stiamo vivendo, assistiamo, nella nostra provincia, alla chiusura di interi istituti scolastici, addirittura scuole materne ed elementari, con ordinanze sindacali redatte anche su impulso di dirigenti scolastici che, sulla base della normativa e dei protocolli vigenti, risultano essere abnormi e ingiustificate.

I protocolli in uso nelle scuole, il distanziamento fisico, l'uso della mascherina, la sanificazione continua, gli ingressi scaglionati e diversificati, come è noto, sono finalizzati a impedire i contagi ed a evitare, in caso di positività di alunni o di docenti, di chiudere la scuola per lunghi periodi di tempo, consentendo di porre in quarantena soltanto le classi interessate, in attesa della tempestiva effettuazione dei tamponi rapidi.

La chiusura con ordinanze sindacali di interi istituti scolastici che, in ogni caso, deve essere valutata dal Dipartimento di prevenzione della ASP, per un periodo di tempo di gran lunga superiore a quello necessario per effettuare una sanificazione, risulta essere abnorme, in contrasto con i protocolli in vigore, con le scelte strategiche del Governo, e, in prospettiva, determineranno un "Lockdown" mascherato delle scuole della nostra provincia.

Dovremo infatti convivere per mesi con questa pandemia e la decisione di chiudere interi istituti scolastici invece di isolare le singole classi, senza tenere conto dei protocolli in vigore, cagionerà una catastrofe sociale, economica ed educativa.

Ed allora rivolgo appello alle Istituzioni in indirizzo affinché  intervengano con urgenza, ognuno per le proprie competenze, al fine di mettere in atto tutte le azioni e interlocuzioni che si riterranno opportune per ricondurre sui giusti binari una situazione che sta progressivamente sfuggendo dall'alveo della ragionevolezza amministrativa. 

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