Sabato, 24 Luglio 2021
Canicatti

Contrastare mafia e corruzione, città assente: De Raho "bacchetta" Canicattì

Il procuratore nazionale antimafia: "E' preoccupante che accada in un territorio in cui sono stati uccisi due magistrati e dove è forte la presenza della criminalità"

Il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho

Una quarantina di posti occupati sui 256 disponibili nella platea del teatro sociale di Canicattì. Città assente, ieri pomeriggio, al convegno “Giustizia, Memoria e Corresponsabilità per contrastare mafia e corruzione”. Convegno - organizzato nell'ambito della "Settimana della legalità" - con il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho; il prefetto di Agrigento, Dario Caputo; il vice presidente nazionale di “Libera”, Enza Rando, e il postulatore della causa di Canonizzazione, don Giuseppe Livatino. E l'assenza della città non è passata inosservata allo stesso procuratore nazionale che ha "bacchettato" Canicattì: "E' preoccupante l'assenza dei cittadini a un incontro come quello di oggi in cui si parla di legalità, giustizia e lotta alla mafia in un territorio in cui sono stati uccisi due magistrati di Canicattì ed è forte la presenza della mafia e della criminalità. Per questo su Canicattì - ha garantito il procuratore nazionale antimafia - ci sarà un'attenzione particolare del mio ufficio". 

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In sala, il prefetto di Agrigento, Dario Caputo; il vice presidente nazionale di Libera Enza Rando; il sindaco Ettore Di Ventura, il presidente del consiglio comunale ed alcuni rappresentanti e delegati dei vertici provinciali delle forze dell'ordine. Nessun magistrato presente. "Vedere una platea composta da una quarantina di persone tra cittadini, amministratori locali e forze dell'ordine è preoccupante - ha detto il procuratore De Raho - non c'è la città, ma peggio non c'è il tessuto sociale, culturale e le agenzie educative. Mi scoraggia e mi riporta indietro di 15 anni ai tempi di Casal di Principe". Il procuratore ha raccontato quanto avvenne allora, durante un convegno sulla legalità: "Anche in quella occasione c'erano pochissime persone, tutte facenti parte delle istituzioni. C'era un solo cittadino e quando gli chiesi da quanto tempo viveva a Casal di Principe, mi rispose da due mesi". 

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"Assenze pesanti che il procuratore De Raho ci ha sbattuto in faccia - dicono gli organizzatori del convegno - e che ci riportano alla triste realtà in cui siamo sprofondati. La scarsa società civile superstite in città ed in provincia farà la sua parte senza condizionamenti e senza compromessi". Ad organizzare il convegno “Giustizia, Memoria e Corresponsabilità per contrastare mafia e corruzione” è stato il presidio di Libera "Vincenzo Mulè" di Raffadali, assieme alle associazioni "Tecnopolis", "Amici del giudice Rosario Angelo Livatino" e all'omonimo ufficio di Postulazione.

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