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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Canicatti Canicattì

Contrastare mafia e corruzione, città assente: De Raho "bacchetta" Canicattì

Il procuratore nazionale antimafia: "E' preoccupante che accada in un territorio in cui sono stati uccisi due magistrati e dove è forte la presenza della criminalità"

Una quarantina di posti occupati sui 256 disponibili nella platea del teatro sociale di Canicattì. Città assente, ieri pomeriggio, al convegno “Giustizia, Memoria e Corresponsabilità per contrastare mafia e corruzione”. Convegno - organizzato nell'ambito della "Settimana della legalità" - con il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho; il prefetto di Agrigento, Dario Caputo; il vice presidente nazionale di “Libera”, Enza Rando, e il postulatore della causa di Canonizzazione, don Giuseppe Livatino. E l'assenza della città non è passata inosservata allo stesso procuratore nazionale che ha "bacchettato" Canicattì: "E' preoccupante l'assenza dei cittadini a un incontro come quello di oggi in cui si parla di legalità, giustizia e lotta alla mafia in un territorio in cui sono stati uccisi due magistrati di Canicattì ed è forte la presenza della mafia e della criminalità. Per questo su Canicattì - ha garantito il procuratore nazionale antimafia - ci sarà un'attenzione particolare del mio ufficio". 

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In sala, il prefetto di Agrigento, Dario Caputo; il vice presidente nazionale di Libera Enza Rando; il sindaco Ettore Di Ventura, il presidente del consiglio comunale ed alcuni rappresentanti e delegati dei vertici provinciali delle forze dell'ordine. Nessun magistrato presente. "Vedere una platea composta da una quarantina di persone tra cittadini, amministratori locali e forze dell'ordine è preoccupante - ha detto il procuratore De Raho - non c'è la città, ma peggio non c'è il tessuto sociale, culturale e le agenzie educative. Mi scoraggia e mi riporta indietro di 15 anni ai tempi di Casal di Principe". Il procuratore ha raccontato quanto avvenne allora, durante un convegno sulla legalità: "Anche in quella occasione c'erano pochissime persone, tutte facenti parte delle istituzioni. C'era un solo cittadino e quando gli chiesi da quanto tempo viveva a Casal di Principe, mi rispose da due mesi". 

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"Assenze pesanti che il procuratore De Raho ci ha sbattuto in faccia - dicono gli organizzatori del convegno - e che ci riportano alla triste realtà in cui siamo sprofondati. La scarsa società civile superstite in città ed in provincia farà la sua parte senza condizionamenti e senza compromessi". Ad organizzare il convegno “Giustizia, Memoria e Corresponsabilità per contrastare mafia e corruzione” è stato il presidio di Libera "Vincenzo Mulè" di Raffadali, assieme alle associazioni "Tecnopolis", "Amici del giudice Rosario Angelo Livatino" e all'omonimo ufficio di Postulazione.

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