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Ospedale di Canicattì, Utic a rischio chiusura: l'appello dei sindacati

La Uil provinciale di Agrigento: "Il reparto eroga servizi salva-vita ed è indispensabile per la tutela e la vita delle cittadini"

La Uil provinciale di Agrigento per bocca del segretario generale territoriale Gero Acquisto e del segretario della Uil Pensionati Giovanni Miceli interviene sulla paventata chiusura dell’Utic (l’Unità di terapia intensiva cardiologica) dell'ospedale Barone Lombardo di Canicattì, reparto importante per utenti e territorio.

“Abbiamo deciso - dicono i sindacalisti - di partire lancia in resta per le sollecitazioni che ci sono venuti da più parti, su un argomento sanitario che tocca la salute del cittadino non solo canicattinese ma di tutto il comprensorio che racchiude circa 50 mila abitanti, che comprende Ravanusa, Campobello di Licata, Naro, Camastra, Castrofilippo, Grotte e Racalmuto. Per questo non si può sottacere sul reparto dell’Utic che eroga servizi salva-vita che ha seguito i livelli essenziali di assistenza previsti nei Piani Sanitari per garantire pari trattamento agli utenti che usufruiscono di tali prestazioni".

"Non possiamo spendere per la sanità 9 miliardi e 200 milioni - continuano - spalmando per trent’anni debiti alle future generazioni isolane e non si possono tagliare servizi e prestazioni che non devono essere conteggiate in una logica di spending review e razionalizzazione del sistema regionale pubblico siciliano, sic et simpliciter. L’ospedale di Canicattì e il reparto di Utic sono un presidio sanitario che garantisce un servizio efficiente, efficace ed indispensabile per la tutela e la vita delle cittadini di Canicattì e di tutto l’hinterland".

"Dissentiamo fortemente dalle posizioni dell’assessore regionale alla Salute - aggiungono Acquisto e Miceli - che vuole una rimappatura della sanità regionale e territoriale dove sparisce la centralità ospedaliera a favore di aree di emergenza e si indirizza principalmente alla prevenzione e alla riabilitazione. Se si vuole seguire un percorso, si punti su una sanità che razionalizza le spese sull’acquisto centralizzato di beni e servizi,si esternalizzi il minimo indispensabile ma non si possono tagliare reparti che tutelano e garantiscono servizi essenziali e salvavita".

"La Uil - concludono i sindacalisti - sollecita gli amministratori cittadini di questo lembo strategico della provincia ad essere incisivi per fare le barricate per evitare questa chiusura che sarebbe un dramma per la delicatezza e la tempistica per chi viene colto da queste patologie che hanno bisogno di un prontissimo intervento. Lo stesso dicasi per i parlamentari agrigentini regionali e nazionali che finora hanno latitato e non hanno sufficentemente difeso il territorio e i cittadini, noi come sindacato chiederemo subito un incontro con il direttore generale dell’Asp per mettere in atto tutte le azioni a salvaguardia del mantenimento dell’Utic presso l’ospedale Barone Lombardo di Canicattì per garantire serenità alla collettività e a un territorio che non può essere penalizzato con la calcolatrice in mano".

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