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Gianluca Scaccia

Gianluca Scaccia

"Tentò di uccidere ex marito della compagna", maresciallo racconta le reticenze

Il sottufficiale dei carabinieri intervenne dopo la sparatoria: "C'era un bastone sporco di sangue"

“Siamo stati chiamati dopo la sparatoria e sono andato con alcuni colleghi a casa di Vincenzo Curto, abbiamo trovato un bastone sporco di sangue. Era un contesto strano, siamo arrivati a individuare il presunto autore indagando su alcune voci sentite in paese”. Il maresciallo dei carabinieri Salvatore Balio ha ricostruito in aula, davanti al collegio di giudici presieduto da Gianfranca Claudia Infantino, le fasi iniziali dell’inchiesta per il tentato omicidio del trentunenne ferito a colpi di pistola il 26 giugno di due anni fa.

"Non sapevo nulla dell'agguato, Gianluca Scaccia era tranquillo"

Il processo è quello a carico di Gianluca Scaccia, trentaquattrenne accusato di tentato omicidio ai danni di Curto che sarebbe stato preso a pistolettate per motivi di gelosia. Parte, in particolare, che l’imputato (difeso dall’avvocato Angela Porcello) temesse che Curto, ex marito della sua nuova compagna, riprendesse una relazione con lei.

La vittima chiede di costituirsi parte civile

“Sul posto - ha detto il maresciallo rispondendo al pm Gloria Andreoli - abbiamo trovato un bastone che presentava evidenti tracce di sangue ma inizialmente non riuscivamo a capire a cosa fosse servito. Di chi era la traccia ematica? Non so, - ha risposto – è stata esaminata in laboratorio”. 

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