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Covid, Tedesco: "Garantire la sicurezza nelle scuole comunali"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Sono trascorse più di due settimane dall'ordinanza sindacale che ha disposto la chiusura delle scuole canicattinesi fino al 22 dicembre, ben oltre i 15 giorni indicati da un parere scientifico che non recava dati scientifici e su cui si stende in questa sede un velo pietoso, con la conseguenza che, di fatto, gli alunni delle scuole materne, elementari e medie torneranno tra i banchi a gennaio, al termine delle festività.

Da mesi segnalo la circostanza che la mancata applicazione nella nostra città dei DPCM  che si sono rinnovati nel tempo e dei protocolli predisposti dal Ministero dell'Istruzione avrebbero portato inevitabilmente ad un lockdown delle scuole canicattinesi di competenza comunale; abbiamo assistito ad ordinanze emanate e talvolta revocate che hanno disposto la chiusura di interi istituti scolastici invece che di singole classi, abbiamo assistito a sanificazioni che richiedono poche ore e che hanno determinato una chiusura di diversi giorni.

Ed oggi, dopo più di due settimane di chiusura, precedute da aperture a singhiozzo, è stato effettuato uno screening della popolazione scolastica, cui comunque nessuna normativa subordina l'apertura delle scuole, che ha confermato quanto già è emerso dai dati già noti ed offerti periodicamente dall'Usr di Agrigento, ovvero che le scuole sono luoghi sicuri e come, al di là dei deliri e degli sproloqui diffusi anche via social, il personale della Polizia Municipale guidato dalla Comandante Dott.ssa Sola e dall'Ass. Di Benedetto abbia operato ed operi in piena sicurezza, nel rispetto di tutte le prescrizioni anticovid-19.

Tuttavia, nonostante centinaia di genitori abbiano chiesto e chiedano a gran voce la tutela dei diritti dei propri bambini, le scuole restano chiuse, nel silenzio dei dirigenti scolastici, e giorni preziosi ed insostituibili si perdono nella edificazione di vuoti monumenti di vuoto.

Ed è un fatto e non certo un'opinione che mentre in Italia anche nelle zone rosse della Lombardia i bambini non hanno perso un'ora di scuola e nei paesi vicini appartenenti al nostro medesimo distretto socio-sanitario i bambini delle scuole del primo ciclo sono regolarmente aperte, come ad esempio a Ravanusa ed a Campobello di Licata, i nostri figli, divenuti di fatto bambini di serie B, hanno subìto e subiscono una chiusura delle scuole che, oltre a determinare un danno gravissimo alla loro istruzione, provocherà in futuro, come evidenziato dal presidente della Società Italiana di Pediatria, Dott. Alberto Villani,  ripercussioni sulla loro salute fisica e mentale “poiché nulla può sostituire i benefici portati dalla frequenza scolastica; un bambino di sei anni non avrà più sei anni e ciò che perde in questi mesi lo avrà perso per sempre".

In questo quadro funesto non una voce si è elevata dalle Istituzioni centrali e periferiche, che pure sono state notiziate.

Auspico che il sindaco disponga l'apertura delle scuole di competenza comunale e assicuri il rispetto della normativa e dei protocolli vigenti.

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