Sabato, 13 Luglio 2024
Canicatti Canicattì

"Cacciatori" di "oro rosso" di nuovo in azione, portato via del rame

Nessun dubbio sul fatto che i malviventi - la stima è naturalmente ancora approssimativa – sono riusciti a portar via ben 1.500 metri di rame

“Cacciatori” di “oro rosso” di nuovo in azione. Dopo i passati colpi in contrada Aquilata, fra Canicattì e Castrofilippo, e in contrada Portella, fra Racalmuto e Castrofilippo, la banda di malviventi si è messa all’opera fra le contrade Andolina e Cazzola ed è riuscita ad arraffare – naturalmente senza essere vista, né tantomeno sentita – 1.500 metri di cavi di rame dell’Enel. L’area è rimasta al buio. Notando il blackout della corrente elettrica, qualcuno ha chiamato prima l'Enel e poi la stazione dei carabinieri. Fra le contrade Andolina e Cazzola si sono precipitati sia i carabinieri che i tecnici dell'Enel. Non è stato difficile, di fatto, accertare la razzia. C'erano, infatti, molti cavi ancora penzolanti. Nessun dubbio sul fatto che i malviventi - la stima è naturalmente ancora approssimativa – sono riusciti a portar via ben 1.500 metri di rame. I militari del'Arma hanno immediatamente avviato le indagini. Non sarà però semplice riuscire ad identificare i componenti della banda di "cacciatori" di"oro rosso" che, a quanto pare, non si sarebbe lasciata dietro le spalle alcuna traccia o indizio. Adesso, spetterà all'Enel - che in queste continue razzie è certamente la vittima privilegiata che continua a subire danni economici enormi - predisporre gli interventi necessari per ripristinare la linea elettrica, evitando il protrarsi dei disagi per quanti hanno attività imprenditoriali, residenze principali o abitazioni di campagna in quella zona.

L’emergenza furti di cavi di rame sembra essere ciclica. E questo perché il rame è il business dell’ultimo quinquennio. La “new economy” di chi, districandosi fra stabilimenti abbandonati, fabbriche dismesse, pali dell’illuminazione e della telefonia, ma anche cantieri con tubature accatastate, ne ruba in quantità sempre crescente per poi piazzarlo sul mercato nero. Il rame, definito non a caso “oro rosso”, fa gola in quanto metallo ben quotato e ad alta domanda. Le sue caratteristiche, come l’alta conducibilità elettrica, resistenza, lavorabilità e riciclabilità, ne fanno un metallo davvero unico e prezioso. Un metallo che sul mercato nero è quotato a circa 4 euro al chilogrammo, ma che in certi periodi – a seconda della richiesta – può arrivare anche a 5,12 euro circa. Dipende naturalmente se è “pulito” o “sporco”, ossia senza guaina o con guaina. Nell’Agrigentino la media del mercato illegale sembra essersi attestata negli ultimi anni a poco più di tre euro. Poco meno costa, invece, il ferro; ma anche esso ha un grande riutilizzo

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