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Martedì, 17 Maggio 2022
Canicatti Canicattì

"Boss latitante coperto da carabinieri", cambiano i giudici: processo a rischio

La difesa potrebbe non dare il consenso a utilizzare gli atti già acquisiti

Cambia il collegio di giudici dopo l’insediamento del presidente della seconda sezione penale Wilma Angela Mazzara e il processo ai presunti fiancheggiatori del boss di Delia, Cesare Genova, evaso dal carcere romano di Rebibbia l’11 aprile del 2010 approfittando di un permesso premio, rischia un brusco stop. Ieri mattina, dopo che il processo è stato chiamato da un collegio di giudici diverso, è stato chiesto alla difesa degli imputati l’eventuale consenso a proseguire utilizzando gli atti già acquisiti.

Uno dei difensori, l’avvocato Salvatore Collura (nel collegio, fra gli altri, anche i legali Santo Lucia e Annalisa Russello), ha chiesto tempo prima di dare una risposta. Se sarà negativa, si dovrà convocare di nuovo tutti i testi. Si torna in aula il 24 ottobre per sciogliere la riserva. Fra gli imputati, oltre allo stesso Genova, 67 anni, accusato di evasione, detenzione di armi clandestine e ricettazione, ci sono tre carabinieri, due loro informatori e tre fiancheggiatori che lo avrebbero aiutato fino all’arresto, scattato il 14 luglio del 2011, nelle campagne di Canicattì.

Sono Umberto Cavallaro, 37 anni; Giuseppe Federico, 49 anni; e Andrea Mirarchi, 41 anni. Cavallaro, Federico e Mirarchi, insieme a due palmesi - Calogero e Francesco Burgio, entrambi di 31 anni, anch’essi imputati - che materialmente avrebbero ospitato e accompagnato in giro per la provincia l’ergastolano, avrebbero coperto il latitante. L

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