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Viadotto Akragas, Anas: "L'opera è malata, ma è recuperabile in piena sicurezza"

Archiviata l'ipotesi demolizione, anche se il tentativo dell'amministrazione comunale è di ottenere proposte di viabilità alternativa

 

Il viadotto Akragas è malato ma Anas ha la cura per guarirlo.
L’ingegner Valerio Mele, responsabile della società per le regioni Sicilia e Calabria è chiaro fin da subito: il “Morandi” può essere riaperto in sicurezza realizzando gli interventi già programmati.

“Anas – ha spiegato ad Agrigentonotizie - non ha motivo di cercare soluzioni alternative perché, contrariamente a quanto è stato affermato da qualcuno, il viadotto è un’opera che ha bisogno di cure ma che può essere restituita alla collettività in piena sicurezza. Allo stesso tempo non poniamo alcuna pregiudiziale e qualora arrivasse dal territorio una forte richiesta di abbattere l’opera per motivi, ovviamente, non legati alla sicurezza, ma paesaggistico saremo anche disponibili, ma prima giustamente si chiede una viabilità che sia in grado di sostenere le esigenze”.

Stessa impostazione da parte del sindaco Lillo Firetto, che citando esplicitamente l’intervista a noi concessa nella giornata di ieri ha spiegato che oggi si “potrebbe porre la questione della rimozione del viadotto solo in presenza di una infrastrutturalità che non ci consegni a prima degli anni 70. Oggi, per fortuna, c’è una ipotesi portata avanti da Anas in ordine ad una possibile viabilità a raso ed integrativa a quella attuale, che coincide con quello che è il cosiddetto anello Omega che è inserito nel Pum e che recepisce il Prg e il piano regionale dei trasporti”. Il cronoprogramma in questa fase è quindi: intervento manutentivo sul viadotto Akragas 2 e avvio della progettazione per potenziamento della viabilità secondaria/alternativa. “Quando avremo superato l’attuale gap infrastrutturale – conclude Firetto - si potrà porre il tema di un recupero ambientale. Chi vivrà vedrà”.

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