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Tunisini in quarantena in un centro accoglienza, Garofalo: "Residenti arrabbiati? E' tutto sotto controllo"

Anche sulle colline del Platani, così come a Siculiana e al Villaggio Mosè, sono stati accolti i migranti economici sbarcati recentemente in Sicilia

 

A Casteltermini, la riapertura di una struttura di accoglienza, utilizzata in passato per ospitare i migranti richiedenti asilo politico, ha creato qualche polemica fra gli abitanti. 

Attualmente nella struttura del centro agrigentino che si erige sulle colline del Platani, sono presenti  38 persone di nazionalità tunisine, migranti economici che erano giunti nelle settimane scorse a Lampedusa e che, dopo essere stati sottoposti  ai tamponi - che hanno dato esito negativo al Coronavirus - sono comunque obbligati alle due settimane di isolamento. In paese, diversi cittadini avrebbero attribuito al commissario straordinario del Comune, la responsabilità di aver acconsentito alla riapertura della struttura di accoglienza per la quarantena dei migranti. 

Tunisini in fuga dal centro d'accoglienza del Villaggio Mosè, nottata di ricerche
Tunisini in fuga dal centro d'accoglienza del Villaggio Mosè, nottata di ricerche

 

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Dai microfoni di AgrigentoNotizie è lo stesso commissario straordinario, Antonio Garofalo che, rivolgendosi ai cittadini,  precisa alcuni aspetti sul delicato tema. 

"Per tranquillizzare i cittadini – dice Garofalo – vorrei precisare che la struttura, denominata Covid-19 quarantena ed è messa a disposizione della Prefettura da una società cooperativa che ha vinto una gara d’appalto. E’ una situazione molto tranquilla – dice ancora il commissario straordinario del Comune – perché c’è una vigilanza h24 da parte delle forze dell’ordine, sono circa 60 gli operatori che sorvegliano la struttura".

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