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Nessuna verità sulle stragi del '92, l'appello dalla Valle dei Templi: "Lo Stato perbene deve fare giustizia"

Tina Montinaro sul senso di sfiducia verso le istituzioni: "Sono necessari degli esempi"

 

Le verità sulle stragi di Capaci e via D'Amelio tardano ad arrivare. Ma l'attacco della mafia, da parte dello Stato, ha sortito l'effetto di smuovere le coscienze dei siciliani. Da Agrigento, dove la Questura sta promuovendo diverse iniziative per diffondere nei giovani la cultura della legalità e della memoria, Tina Montinaro, vedova dell'assistente Antonio Montinaro, davanti alla teca della "Quarto Savona 15" - l'auto sulla quale viaggiava il marito insieme ai colleghi Rocco Dicillo e Vito Schifani - torna a chiedere la verità sulla strage.

E' arrivata la "Quarto Savona 15": nella Valle dei Templi la macchina di scorta del giudice Falcone

"Attendiamo ancora la verità - dice Tina Montinaro - . Parliamo tanto di giustizia, ma per me la giustizia è verità. Questa giustizia non è ancora arrivata, voglio essere fiduciosa perchè io sono lo Stato e l'Italia perbene e quindi quello Stato perbene ce lo deve".

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 Alla diffusa cultura dell'antimafia, specie nelle nuove generazioni, si contrappone spesso anche il senso di sfiducia nelle istitituzioni.
"Lo Stato - ha detto ancora Tina Montinaro - deve dare degli esempi perchè le chiacchere stanno a zero".

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